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CRONACA

Tante attestazioni di solidarietà per il Cosenza 1

I giovani scouts che l’altro ieri notte hanno visto violata la loro sede di via Lungo Crati.

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Sabato 22 Aprile 2017 - 19:43

Tanti sono gli attestati di solidarietà giunti nelle ultime ore ai capi gruppo e ai giovani scouts del “Cosenza 1” che l’altro ieri notte hanno visto violata la loro sede di via Lungo Crati. Ignoti si sono infatti intrufolati nei locali dove si riuniscono i ragazzi dello storico gruppo scout cosentino appropriandosi, tra l’altro, dei proventi che i giovani, nel solco di una tradizione che ha oltre settanta anni e seguendo quei valori che animano lo spirito scout, raccolgono per autofinanziare le loro attività.  Il Cosenza 1 rappresenta di fatto un importante spaccato culturale della comunità cosentina. Era l’8 dicembre del 1945 quando il gruppo scout “Cosenza 1” dell’allora Asci (Associazione Scoutistica Cattolica Italiana), primo nella città dei bruzi e sicuramente uno dei primi nella regione, iniziò la sua “Strada”. Una storia intensa, viva, che racconta di giovani che negli anni hanno fatto tanto “cammino”; di capi che sono stati i loro educatori, seguendo l’esempio del fondatore del gruppo, il compianto don Luigi Maletta; di vite umane che si sono intrecciate in nome di quei valori che lo scoutismo è in grado di trasmetterti. Il gruppo era composto originariamente dal solo reparto “San Luigi” al quale  in seguito si unirono il Branco e il Clan. Allora il territorio della città si estendeva dal centro storico fino all’attuale via Rivocati, corso Umberto e piazza Riforma e le condizioni di vita erano difficili per tutta la popolazione ma particolarmente nel quartiere di San Gaetano. La chiesa del quartiere diviene così ben presto punto di riferimento e luogo di incontro per quei giovani guidati da don Luigi Maletta. Il sontuoso oratorio seicentesco, per anni sede del “Cosenza 1”, fu il “palcoscenico” sul quale generazioni e generazioni di scouts fecero la loro promessa. Il fazzolettone era celeste bordato di bianco su una divisa che comprendeva pantaloni blu e giubba color kaki. Il 29 maggio del 1947 il gruppo fu registrato ufficialmente. Le uscite si esaurivano in marce in drappello dai 12 ai 16 chilometri e quando si era nei pressi del quartiere, fiamma in testa, si cadenzava il passo al ritmo di “passa la gioventù, mamme guardate…”. I luoghi dei campi dal 1946 e per tutta la seconda metà degli anni ’50 erano localizzati nella zona di Rovito e nelle loro prime edizioni furono realizzati con materiali, tende e attrezzature provenienti dall’ex Gil e i viveri forniti dalla Poa (Pontificia Opera Assistenza). Don Luigi con grande amore e dedizione suppliva ai costi economici delle famiglie che non venivano minimamente coinvolte. Comprava, tagliava, cuciva le stoffe delle divise e delle tende e sue erano le spese per qualsiasi altra cosa necessaria. Negli anni ’60 il gruppo resiste in città. Nel 1974 aderisce alla nuova associazione mista Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani) nata dalla fusione di Asci e Agi. Nel 1975 si spense don Luigi Maletta. Negli ’80, il gruppo ha ormai una collaudata esperienza e partecipa al soccorso delle popolazioni in Irpinia, colpite dal sisma e, qualche anno dopo, alla route interregionale proprio in quei luoghi che erano stati devastati dal tremendo terremoto. E poi gli anni ’90 con le attività estive e quelle di intrattenimento nei centri per gli anziani e di aggregazione dei ragazzi “di strada”. Gli ultimi dieci anni sono la storia recente che ci racconta della partecipazione del primo gruppo scout cosentino alla giornata mondiale della gioventù a Colonia con il neo Papa Ratzinger nel 2005; della presenza all’arrivo della fiamma di Baden Powell per il centenario degli scout a Cosenza e all’alba della stessa ricorrenza sul monte Pollino in preghiera con il vescovo Salvatore Nunnari; dello jamboree di Amantea; della delegazione salita in Abruzzo in soccorso ai terremotati; dei campi estivi e invernali. La storia del gruppo è la storia di campi, di route, ma anche di amicizia, di legami forti e intensi, di attività espletate nel rispetto totale e assoluto di quei principi ispiratori sintetizzati nei dieci punti della “legge degli scout”: pongono il loro onore nel meritare fiducia; sono leali; si rendono utili e aiutano gli altri; sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout; sono cortesi; amano e rispettano la natura; sanno obbedire; sorridono e cantano anche nelle difficoltà; sono laboriosi ed economi; sono puri di pensieri, parole e azioni". Leggi che il “Cosenza 1” vive appieno da ormai oltre settantanti. E la città lo sa bene. Nulla dunque potrà fermare questo cammino. Buona Strada ragazzi.

Francesca Cannataro

 




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