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CRONACA

Paura al lido. I bagnini diventano eroi

Salvata una 35enne in arresto cardiaco

Paura-al-lido-I-bagnini-diventano-eroi
Lunedì 28 Agosto 2017 - 21:36

Quell'eroismo che, per fortuna, non va in vacanza. Mai. Questa è una storia "bagnata" di coraggio e di bravura. È il racconto di un salvataggio. Un salvataggio reso possibile dalla professionalità e dalla determinazione Angelo Manzo, responsabile di un lido di Guardia Piemontese, nonché operatore qualificato di primo soccorso, abilitato all'utilizzo del defibrillatore, e di Enzo e Stefano, "angeli" del salvataggio della stessa struttura. Sono le 16 di un pomeriggio di fine agosto. L'aria è festosa, come lo è il divertimento di bambini e persone di ogni età che giocano tra l'acqua cristallina e la spiaggia, disseminata di lettini e ombrelloni. Jolanda, 35enne originaria di Riverolo Canavese, villeggiante da sempre a Guardia, è in acqua. Vicino a lei c'è sua madre che guarda sua figlia divertirsi in acqua, come se fosse una sirena. Jolanda si tuffa e riemerge dall'acqua. Con un paio di bracciate, raggiunge il mare aperto. Ma quell'atmosfera di festa, dura appena un giro di lancette. La 35enne, sofferente di epilessia, accusa una crisi. Lei, tanto bloccata dalla crisi, quanto immobilizzata dalla paura, non riesce a ritornare a riva e perde conoscenza. I bagnanti si accorgono del pericolo e iniziano ad urlare. Non è il frastuono chiassoso dei "decibel" del divertimento. È un'immediata richiesta d'aiuto, "megafonata" anche con sbracciate ed ampi gesti. Angelo, Enzo e Stefano, sono di "turno" nella loro postazione. Capiscono che quei gesti sono rivolti a loro e, senza perdere nemmeno un secondo di tempo, si gettano in acqua, andando a riprendere il corpo galleggiante della ragazza. Jolanda, non dà segni di vita. Il suo corpo è rigido, la mascella è serrata, le sue forze inesistenti. La ragazza, trascinata fuori dall'acqua, viene poggiata sulla battigia. Il suo polso è inesistente e anche il suo battito cardiaco è "spento". Angelo, Enzo e Stefano capiscono che non c'è tempo da perdere. La ragazza è in arresto cardiaco. Mentre viene allertata la postazione mobile del l'equipe medica e infermieristica dl 118, gli "angeli" del Lido si prendono cura della 35enne, praticandole il massaggio cardiaco e tutte le manovre rianimatorie, previste dal protocollo salva vita. Le pressioni sul cuore sono ritmate dal conteggio ad alta voce. Una, due, tre, cinque pressioni e il cuore di Iolanda si riattiva, facendo tirare a tutti un gran sospiro di sollievo. La mamma di Jolanda, pietrificata davanti alla figlia immobile sulla sabbia, non riesce a parlare. Anche il suo cuore è in apnea. Come i suoi pensieri, il suo respiro, la sua serenità. La 35enne, lentamente, riprende conoscenza. Il suo viso si ricolora di vita, il suo cuore riprende a pulsare. Angelo, Enzo e Stefano vengono ricoperti di complimenti e di abbracci. I più affettuosi sono quelli della mamma di Jolanda che, vedendo sua figlia 'rinascere', si libera di tutta la tensione accumulata, sciogliendosi in un pianto che è liberatorio. Gli occhi, gonfi di paura e carichi di spavento, lacrimano tanto. Così tanto che quelle lacrime dicono molto di più di qualsiasi frase, rimasta strozzata in gola. In quelle lacrime della mamma della 35enne c'è gratitudine per Angelo, Enzo e Stefano, c'è amore per sua figlia, c'è tutta quella vita che, per tanti infinitamente lunghi minuti, si è sentita quasi portare via. Dalla paura, dal mare, dall'epilessia, da quel cuore che, non batteva più. L'arrivo dell'equipe medica e infermieristica del 118, ha completato le operazioni di soccorso della bagnante, stabilizzata nell'aritmia cardiaca con somministrazione di adrenalina e regolarizzata nella pressione arteriosa, è stata trasportata in ospedale a Cetraro e ricoverata d'urgenza in terapia intensiva. Il lavoro dei suoi "angeli" è stato efficace e prezioso. La 35enne, dimessa dall'ospedale dopo alcuni giorni di osservazione e cure, è ritornata di corsa al lido per abbracciare Angelo e Stefano. I baywatch di Guardia sono ora i suoi eroi preferiti. Quelli che salvano vite.

Carmine Calabrese




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