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CRONACA

Ponte Cannavino. Protesta per il rinvio dell’apertura a fine ottobre

In una nota del Movimento democratico progressista di Spezzano Sila 'Articolo 1': “Anas e molti politici ci hanno preso in giro”

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Mercoledì 13 Settembre 2017 - 16:3

Sale il malcontento e lo sconcerto per la decisione, ormai certa, di Anas di posticipare ulteriormente l’apertura del viadotto Cannavino. L’impopolare scelta che fa slittare alla fine di ottobre il termine dei lavoriavrà come immediata conseguenza l’azione legale da parte dei comuni silani e presilani danneggiati dalla chiusura prolungata del ponte. Come annunciato dal sindaco di Celico, Antonio Falcone, alla nostra testata giornalistica. Intanto registriamo una nota del Movimento democratico progressista di Spezzano Sila “Articolo 1” che pubblichiamo integralmente:

L’Anas ha ufficialmente annunciato che il traffico sul viadotto Cannavino verrà riaperto il prossimo 20 ottobre. Non possiamo più tacere e accettare questa continua presa per i fondelli che dimostra ancora una volata di più l’inadeguatezza con la quale tutti stanno gestendo questa situazione che ogni ora che passa si fa sempre più vergognosa. Nel mese di maggio la stessa Anas affermava che la struttura era sicura e che non c’era nessun pericolo per chi quotidianamente la attraversava. A giugno (a nome di una coerenza che evidentemente abita altrove) si procedeva prima all’installazione dei semafori con i corsi unici alternati e poi alla chiusura definitiva, il traffico veniva dirottato sul percorso alternativo di via Magli poco e male segnalato che provocava innumerevoli problemi e ritardi per tutti e gravissime ripercussioni su economia e turismo. Poi, su pressione dei sindaci di Celico e Rovito, si arrivava alla riapertura della vecchia SS 107, tirata a lucido, ma che davvero non poteva e non può restare il traffico di una delle più importanti arterie della provincia di Cosenza. Tutto questa confusione aveva quale risultato più concreto e visibile, la desertificazione della SS 107 e la crisi spaventosa in cui scaraventava le attività commerciali presenti sulla superstrada. Più volte i commercianti si sono riuniti chiedendo anche l’aiuto delle Istituzioni (molte delle quali hanno brillato per la loro impegnate com’erano a tagliare nastri e camminare sul corso di Camigliatello). Si chiedeva di potenziare la segnaletica verticale e orizzontale (le uscite obbligatorie in località Pietramoni e presso il cimitero di Cosenza sono un insulto alla logica), si chiedeva vicinanza in un a battaglia che era di tutti. I risultati sono stati le solite promesse (‘vedremo’, ‘faremo’, ‘convocheremo’.. . e via coi futuri più o meno prossimi). Intanto l’Anas rimandava l’riapertura del ponte, prendeva tempo e ci prendeva in giro. Adesso è arrivato il giorno in cui riaprono le scuole e molti genitori degli alunni che dovranno spostarsi a Cosenza, non conoscono orari, percorsi e fermate dei pullmann. La poca chiarezza e la confusione che contraddistingue chi dovrebbe decidere si esalta la in situazione come queste. E a pagare è sempre e solo il cittadino. Meditate gente, meditate…




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