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CRONACA

"Mattanza" di San Lorenzo. Galizia vittima di ingiustizia

La difesa non ha dubbi: "Alla sbarra c'è un innocente, non un mostro"

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Mercoledì 16 Maggio 2018 - 14:0

Un imputato, tanti moventi, numerose verità e un verdetto sospeso. Tra il rischio del carcere a vita e l’ipotesi di un’assoluzione. Piena. La storia della “strage” di San Lorenzo, quella costata la vita a Edda Costabile e MariaIda Attanasio, rispettivamente mamma e sorella di Franco Attanasio, (in carcere per l’omicidio di Damiano Galizia, ndr), è più intricata, intrigante e appassionata della trama di un romanzo noir, scritto dal più sofisticato dei giallisti.

La pubblica accusa, rappresentata dal pm Giuliana Rana, non ha dubbi: la sentenza di morte delle due donne, è stata decisa, scritta ed eseguita da Luigi Galizia, fratello di Damiano, ritenuto unico responsabile della mattanza e che rischia la condanna all’ergastolo. Di parere opposto la difesa dell’imputato. Gli avvocati Cesare Badolato e Francesco Boccia, nel corso delle loro arringhe difensive hanno “smontato”, punto per punto, le argomentazioni dell’accusa, sostenendo che Luigi Galizia è un “martire” della giustizia cieca, è una “vittima” dell’ingiustizia, è un “capro espiatrorio”. Secondo i due legali, Luigi Galizia, non è il killer di San Lorenzo. Lui è un uomo ferito, dilaniato da un dolore grande, privato di un fratello.

Luigi Galizia, secondo i due penalisti, non è l’esecutore materiale di questo truce, brutale e sanguinoso duplice omicidio. La responsabilità è, sostengono ancora i legali, tutta della ‘ndrangheta. I clan, infatti, avrebbero voluto mandare un “messaggio” ad Attanasio. Sterminandogli la famiglia. Punendolo per quella “soffiata” alla Questura. Quella che, permise ai detective della squadra Mobile di Cosenza di ritrovare un arsenale in un magazzino di Arcavacata. Secondo la ricostruzione dei due penalisti, Luigi Galizia il giorno della strage non era nelle vicinanze del cimitero. Era, sostengono, comodamente seduto ad un bar, a giocare a carte. Un alibi che, avrebbe anche la testimonianza diretta di un amico dello stesso Galizia che, sarebbe stato con lui.

Un vero rompicapo, insomma. L’accusa, non cambia idea. Galizia è il killer di Edda e di Maria Ida. La storia, continua. Tra dubbi e verità.

Carmine Calabrese




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