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“Chi sono gli angeli”?

È il titolo del libro scritto da Patrizia Nicotera, psichiatria forense, presentato alla Ubik venerdì scorso

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    Patrizia Nicotera non nasce come romanziera; lei è psichiatra forense e responsabile del Centro Ascolto Donna presso la sezione Medicina Legale Asp di Cosenza. Una donna che quotidianamente si prodiga a favore dei soggetti deboli, quali bambini e donne, vittime di abusi fisici e psichici. Dopo anni di ascolto attento del dolore e del disagio dei suoi pazienti, arriva il suo grido di battaglia che ha la forma di un libro. “Chi sono gli angeli” è un racconto soft, come lo definisce la Nicotera, su fatti realmente accaduti. I protagonisti sono quattro figli, che avranno percorsi diversi grazie al privilegio o al danno di figure di riferimento laiche o religiose, tipo le suore. Queste ultime figure mettono in luce un allarme finora ignorato, quello della pedofilia al femminile, affinché venga riconosciuta e punita. Gli angeli sono i quattro ragazzi; lo sono per la loro fragilità, bontà, forza di rialzarsi ma anche di abbandonarsi al corso degli eventi. Il libro è dunque un’analisi dell’imprinting che viene dato ai bambini dagli adulti riguardo la crescita e il loro sviluppo emotivo. La violenza dei padri/educatori si perpetua nel tempo con un meccanismo a cascata. Lo scritto vuole essere uno scossone alle coscienze della collettività; vuole gettare le basi per un progetto di legge, tramite petizione popolare, che ha come scopo l’alfabetizzazione emotiva. Occorre una legge che obblighi a corsi di formazione, genitori, educatori e bambini, al fine di apprendere, comprendere e canalizzare nel giusto modo le emozioni. La scrittrice ha dunque, un obbiettivo più alto, rispetto al piazzarsi al primo posto della classifica dei libri più letti; vuole che il sacrificio, la storia dei suoi quattro angeli sia da monito a tutti per cercare di annientare la violenza in tutte le sue forme.

    Valentina Scanga

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