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Giornata della Cultura ebraica. Manifestazioni sul tema ‘La diaspora. Identità e dialogo’

Inaugurazione a Santa Maria del Cedro

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    Una manifestazione, giunta alla sua diciottesima edizione, che invita a scoprire storia, luoghi e tradizioni della cultura ebraica con particolare rilevanza nel Meridione, laddove le comunità ebraiche risiedevano da tempi antichi, esistevano importanti centri di vita ebraica e di studio, e da dove furono espulsi sul finire del XV secolo, a causa degli editti dei regnanti spagnoli Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, i cui domini comprendevano buona parte del sud Italia. E se l’evento è parte di un network internazionale al quale hanno aderito trentacinque Paesi europei, al tema proposto “La diaspora. Identità e dialogo” parteciperanno sette diverse località calabresi a cominciare il 10 settembre proprio da Santa Maria del Cedro. L’inaugurazione si terrà, infatti, in un luogo divenuto internazionale per la coltivazione di una qualità di cedro molto apprezzata dagli ebrei e utilizzata nella festività del Sukkot. A partire dalla ore 10 l’avvio dei lavori presso l’Accademia del Cedro con i saluti del presidente Franco Galiano e del sindaco Ugo Vetere, e con interventi di rav Umberto Piperno, rabbino capo della Comunità ebraica di Napoli, di Angelo Adduci, presidente del Consorzio Cedro di Calabria, di rav Moshe Lazar, della Scuola ebraica di Milano “Merkos”, dei consiglieri della Regione Calabria Giuseppe Aieta e Giuseppe Giudiceandrea. A seguire, melodie mediterranee sul tema “Sud e diaspora” con l’ensemble “Peri Hadar”, presenti anche all’incontro a Cosenza, previsto il 12 settembre nel Chiostro di San Domenico dalle ore 18.00. La conferenza sul tema della Giornata è stata suddivisa in due sezioni. Dopo l’introduzione di Roque Pugliese, e i saluti del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, del sindaco di Tarsia Roberto Ameruso e del presidente Lions Club Alfredo Apolito; previsti, tra gli altri, gli interventi dell’arcivescovo Francescantonio Nolè, del pastore valdese Beniamino Viapiana, di rav Umberto Piperno e di rav Daniel Cohen. 

    Oltre alle iniziative nella provincia di Cosenza, la Calabria è interessata anche a Zambrone, il 10 pomeriggio, Reggio Calabria, pomeriggio dell’11 settembre, il 12 settembre a Bova Marina, a Crotone, la mattina del 13 settembre, per concludersi nel pomeriggio a San Giorgio Morgeto.

    Le manifestazioni organizzate e coordinate per conto dell’Ucei (Unione comunità ebraiche italiane), si inseriscono in una visione multiculturale, pacifica della convivenza tra popoli diversi, di voci plurali, al fine di contrastare il periodico riemergere di antiche violenze e di nuovi estremismi.

    Roque Pugliese, referente per la Regione Calabria e consigliere della Comunità di Napoli, delegato della Giornata europea della Cultura ebraica per la Calabria, ne evidenzia gli aspetti salienti.

    «Porteremo nelle varie località una mostra di pannelli esplicativi e stampe sulla diaspora ebraica che saranno seguiti da relazioni su storia e tradizione della Calabria ebraica. Inoltre presenteremo la Calabria con i suoi tesori archeologici. Verrà messa in luce dai nostri relatori anche la musica della diaspora, con l’ascolto di ritmi e melodie musicali: la musica come atmosfera pregnante e profumo della storia ebraica del Sud! Artisti e musicisti locali uniti in gruppo per questa occasione si esibiranno in alcuni pezzi locali oltre a melodie della diaspora che aleggiano mediterraneo. Avremo come ospite internazionale rav Daniel Coehn, rabbino della Comunità ebraica di Tunisi e le sue melodie; insieme al carissimo rav Umberto Piperno traccerà temi antropologici e spirituali mediterranei e si confronteranno sulla tematica del dialogo e dell’identità con gli altri relatori e con tutti i presenti. Gli artisti che si sono uniti nel gruppo chiamato “Peri Hadar” per questa Giornata europea della cultura ebraica dedicata alla diaspora ci faranno ascoltare diversi modi di esprimere musica: un viaggio ascoltando echi e melodie provenienti dalla storia e dal presente. Nei frutti meravigliosi “Peri Hadar”, citati nella Torah, si vollero identificare i frutti del Cedro, di cui la nostra terra è ricca».

    Le traduzioni delle relazioni sono state curate da Domenica e Maria Sorrenti.
    Consulenza di Agazio Fraietta. 


    Francesca Rennis

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