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ll mondo di Giulia è sulla punta delle sue matite

Alla scoperta della Biondino: un viaggio animato dalla realtà all’immaginazione

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    Il mondo raccontato. Con e sulla punta della grafite. Saper disegnare, non è solo un’arte eccelsa, non è nemmeno l’esaltazione della propria bravura, è qualcosa di molto più intimo. E’ qualcosa che, credo, abbia a che fare con la sensibilità. Con la capacità, molto interioristica, di vedere il mondo, la vita, gli altri, i paesaggi, gli orizzonti e la natura da un’altra prospettiva. Da un’angolazione quasi privilegiata: quella del cuore. Saper raccontare la quotidianità, saperle cambiare i colori, saperla trasformare in una favola, non solo sulla carta da disegno, è un dono. Non comune a tutti. Per fortuna, forse. Saper disegnare è avere la capacità, di creare dal nulla il tutto, di vedere, costruire, progettare, realizzare, quello che per tanti è solo un pensiero passeggero che, se non si sa “immortalare” all’istante, vola via. Evaporando nell’aria, come se fosse goccia di pioggia. Disegnare è anche aprire un mondo agli altri, facendogli entrare dall’ingresso principale. Ed è così che, un giorno, per caso, esattamente come succede con le emozioni che diventano, subito, belle e diventano altrettanto immediatamente “pelle” d’oca, sono entrato nel mondo di Giulia Biondino. Cresciuta a pane e colori, la vita di Giulia è tutta racchiusa nel suo astuccio di matite, di varie forme e di varie “punte”, con le quali penetra la realtà, aprendo finestre dove gli altri vedono muri, costruendo ponti con altri mondi, da attraversare con l’immaginazione. Quotidiana. Sensibile, allegra, esuberante, altruista, eclettica, Giulia è anche una ragazza semplice, vera, leale e sincera. Esattamente come la sua bravura. Che, profuma d’amore. Che colora il mondo, d’amore. Osservando Giulia, osservandola, nell’apice più alto della sua ispirazione, si rimane affascinati dalla sua naturale capacità di dare, non solo un volto, non solo una fattezza fisica, non solo un’identità caratteriale e una caricatura alla vita ma, di darle anche un’anima. Di farle battere il cuore. Con la stessa intensità, con il quale, batte quello di chi l’osserva, rimanendo estasiati davanti ai suoi capolavori. C’è bravura, c’è intimità, c’è talento, c’è passione, c’è genialità. C’è tutta la capacità di Giulia, di far diventare chiunque, anche il più distratto fra gli osservatori, protagonista di quella favola, di quel mondo, che vive, balla, conquista, affascina, commuove, acceca e diverte sulla punta di una grafite.

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