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Terrorismo. La storia fatta con le bombe

Rosario Aitala ne parla con Andrea Di Consoli al Chiostro San Domenico

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    “Il metodo della paura. Terrorismi e terroristi” è l’opera letteraria di Rosario Aitala, presentata durante l’incontro culturale di Trame 2018: “la storia fatta con le bombe”. Il testo ricostruisce tempi, contesti e regole su coi si fonda il metodo della paura. Un tema attuale quanto delicato quello del terrorismo, in un’epoca in cui quello di matrice islamica ha scatenato un’onda di paura che ha travolto il mondo intero. I mass media ci hanno convinti che la guerra islamica ha come scopo difendere e divulgare la loro religione e la loro cultura. “La jihad non ammette gli abusi sulle donne, i maltrattamenti dei bambini e le uccisioni dei musulmani – ha spiegato l’autore – per questo motivo il terrorismo islamico non esiste” ha aggiunto poi, creando stupore tra i presenti. Il terrorismo islamico di cui parlano tanto i media nasce dal singolo che vive in condizioni disumane. “Un uomo senza casa, senza lavoro o assistenza sanitaria, si ribella al mondo attraverso la violenza. Tante piccole voci hanno creato un esercito”. Parole difficili da comprendere per chi vive in condizioni agiate. Se il paese non ascolta i tuoi appelli, la fame negli occhi di tuo figlio, ti spinge ad agire oltre l’immaginabile. “La guerra per affermare la religione non esiste – ha precisato l’autore – vogliono farci credere che esista per giustificare le azioni di vendetta del popolo israeliano ed iracheno ai soprusi che hanno subito”. Ma perché a pagare il prezzo di questa guerra devono essere i bambini? Aitala risponde: “La maggior parte dei ragazzi che si sono convertiti e che hanno preso parte agli attentati, non sanno nulla sull’Islam perché vivono in condizioni di povertà e non vanno a scuola”. Un’analisi approfondita quella dell’autore che si sofferma sui diversi tipi di terrorismo e le regole che lo governano. Il messaggio dell’autore ai ragazzi presenti: “Noi abbiamo due cose che altri non hanno, ovvero l’assistenza sanitaria ed il diritto allo studio. Difendeteli”.

    Maria Grazia Curcio

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