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Fragmentos de humanidad: foto e parole per raccontare l’esistenza

Dopo il “battesimo” in Argentina, il progetto editoriale punta a conquistare l’Italia


Se la sai osservare bene, la vita è bella. Come una fiaba. Raccontata con l’allegria dei colori, la tenerezza delle parole e la meraviglia delle immagini. Una favola, rigorosamente, a lieto fine. Dove passioni, talenti, cuori, anime, occhi, combaciano perfettamente, dando vita a capolavori. Di bellezza, suprema. Uno di questi capolavori, è “Fragmentos de humanidad”. Un viaggio, un percorso, una destinazione, un cammino tra la vita e la bellezza, tra la meraviglia e l’incanto, tra l’arte e la cultura, tra l’io e il mondo, tra il noi e la natura. Pura, bella, incontaminata. Così bella da essere raccontata, esattamente come una favola.

A raccontarla, con la tenerezza delle parole, ci pensano: Arthur Balder, Matteo Dalena, Regina Cellino, Francesco Vitale, Tálata Rodriguez, Carmela Bianco e Hector Berenguer. Ma, sarà interessante “attraversarla” anche perdendosi nella meraviglia delle immagini, scattate da Mafalda Meduri, Pierfranco Costa, Maria Cristina Esposito, Nicola Iuvaro, Karen Cucci, Stefania Lecce e Rachele Zumpano.

 “Fragmentos de humanidad” è un capolavoro. Anche per questo. Anche per questa perfetta miscela di talenti, scelti accuratamente perché combacianti fra di loro.
Il progetto, idea editoriale de “Le Pecore Nere Editorial”, esalta la bravura, il talento e la passione di persone, diverse per cultura, per provenienza geografica, per percorso personale ma, legate fra di loro da un comune denominatore: saper vedere la bellezza, sapere catturare la meraviglia, saper raccontare la vita. E, l’oltre. Il progetto di questo catalogo nasce dall’idea di raccontare la frammentarietà del mondo mediante l’unione di due linguaggi, fotografia e poesia.

Dettagli di natura e di umanità descrivono temi universali: l’infanzia, l’amore, il viaggio, l’amicizia, la passione per la terra nelle sue infinite forme. Un percorso che inizia in Italia dall’editrice e traduttrice Maria Pina Iannuzzi e dal fotografo Pierfranco Costa e che dopo la pubblicazione argentina, si aprirà al mondo culturale italiano in una nuova veste che scoprirete molto presto. Con una narrativa transdisciplinare, questa pubblicazione descrive l’incontro tra processi creativi differenti e lontani geograficamente.

7 fotografi italiani sono legati a doppio filo a 7 scrittori di diverse nazionalità (Argentina, Colombia, Spagna, Italia). L’opera è composta da quattordici immagini in bianco e nero e quattordici testi poetici), sta nelle forme narrative diverse, nella poesia in verso libero e di tono classico, poème en prose di derivazione baudelairiana, poesia d’avanguardia e haiku giapponese si fondono in un linguaggio fotografico bianco e nero sensibile e realista.

Reportage, ritratto, street photography, fotografia naturalistica, mediante luce e ombre esprimono gli stati d’animo di un percorso a scale di grigio, dove le ombre esaltano gli elementi senza distrazioni di colore. Dal mondo che inesorabilmente scorre e muta, scrittori e fotografi raccontano la singolarità irripetibile del vivente, colgono l’istante e il fuggitivo, catturando l’immortalità del momento presente.

Carmine Calabrese