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Paola, successo per il libro della Manzini

Il suo “Fai silenzio ca parrasti assai”, convince pubblico e critica. Quattro donne e la lotta alla 'ndrangheta che trema davanti alle parole

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    PAOLA (CS) – La ‘ndrangheta ha paura. Delle parole. Quelle piene di pathos, quelle vibranti di legalità, quelle cariche di giustizia, quelle che, non si lasciano calpestare, men che meno, intimorire dalla prepotente spavalderia criminale. Le parole, se usate bene, diventano cortei, incontri, manifestazioni, messaggi, sit in, incontri. Incontri, come quello di ieri, svoltosi a Paola, dove il procuratore aggiunto della Repubblica di Cosenza, Marisa Manzini, ha presentato il suo libro “Fai silenzio ca parrasti assai”.

    L’evento, organizzato, ospitato e promosso dalla Mondadori point, ha visto quattro donne, dialogare, confrontarsi, discutere e fare rete, contro un nemico comune: la ‘ndrangheta appunto. E, la sua discendente diretta: l’omertà. L’avvocato penalista Sabrina Rondinelli, la giornalista Mafalda Meduri, moderatrice dell’incontro e l’onorevole Angela Napoli, come la Manzini hanno a cuore la giustizia e la Calabria. Ne è venuto fuori, un incontro vivo, interessante, apprezzato dal pubblico. Nel suo libro, il magistrato racconta tante storie dentro una storia. Una storia appassionante che, parla di prepotenza, di morte, di rabbia, di silenzio, di giustizia, di riscatto, di bellezza, di rigenerazione.

    Il titolo del libro è una frase del boss Pantaleone Mancuso, un cognome che mette paura, un cognome che, sfruttando l’omertà delle persone, detta legge, sfidando la legge, sbeffeggiando la legge e prendendosi anche gioco delle istituzioni, all’interno di un processo, rivolgendosi proprio alla Manzini, ripete, insistentemente, queste parole. Quasi a voler dare dimostrazione, come anche da dietro le grate di un carcere, da dietro le sbarre di una cella, riusciva ad essere “legge”. Ed è proprio con questo libro, grazie a questo libro che la Manzini zittisce Mancuso e le sue minacciose parole. Ed è con questo libro, grazie a questo libro che, come ha fatto notare, durante l’incontro la collega Mafalda Meduri, le parole, anche le più violente, perdono di efficacia, perdono la loro prepotenza.

    Il libro, dicevamo, è pieno di storie. Ma, non è solo un libro che racconta la faccia più inguardabile della Calabria, quella della ‘ndrangheta, ma è un libro che esalta la maschera che, quotidianamente, posti, luoghi, simboli, persone. Persone, normali, persone semplici, persone che diventano eroi ed eroine. Come la Manzini. Ed è partendo da queste parole che, la Calabria può avviare la sua “rigenerazione”. Marisa Manzini, Mafalda Meduri, Angela Napoli, Sabrina Rondinelli, ne sono convinte, questa rigenerazione è possibile, nonché necessaria. Non è solo una questione di parole, è una scelta di parola. Parola di eroine.

    Carmine Calabrese

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