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UNA BANDIERA TARDIVA?

E' quella che Arpacal ha esposto su alcune località turistiche del Tirreno cosentino. A stagione finita.

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    COSENZA – Bandiera rossa. Tranquilli, non inganni l’incipit dell’articolo. Non è un pezzo sulla nostalgia del comunismo e delle sue logiche. La bandiera rossa di cui parlo è quella che l’Arpacal ha esposto su alcune delle più rinomate e frequentate località del basso Tirreno cosentino. Già una bandiera rossa, utilizzata come segnalazione al divieto di balneazione che, l’Agenzia regionale Protezione ambientale Calabria, sede di Cosenza, ha deciso di esporre. Ma, a fine estate. Senza voler innescare alcuna poleica, senza voler accendere la miccia di una facile e qualunquistica dietrologia, fa discutere la tempistica. Abbastanza anomala. Più di un’onda. Le analisi effettuate dall’Arpacal hanno evidenziato che il mare del basso Tirreno cosentino, usufruibile a tutti nel pieno dei mesi giugno, luglio e agosto, diventi, improvvisamente, off limit per gli appassionati del bagno di settembre. Fa un certo effetto, leggere questo verdetto. Inappellabile. Sì, fa davvero un certo effetto. Forse per magia, per volontà di Nettuno o per intercessione divina di chissà chi, gli specchi di mare nei pressi del torrente Fiumarella, sia nel suo lato destro, che sinistro, di Paola; così come nei pressi del torrente Malpertuso di Torremezzo di Falconara Albanese o nei pressi del torrente antistante la stazione ferroviaria delle Ferrovie dello Stato del comune di Longobardi, nel pieno dei mesi più affollati dell’estate, siano stati balneabili e praticabili. Per tutti, capriole, abbronzature a mollo e lunghi momenti di refrigerio. Le analisi, effettuate dai tecnici e dagli esperti dell’Arpacal, hanno evidenziato tra l’1 e il 3 settembre, alti valori, si legge nel documento della stessa Agenzia, di escherichia coli ed enterococchi intestinali. Già, a settembre. A fine estate e con le spiagge, pressocchè semi deserte. Già, a settembre. E, forse, prossimamente, usciranno anche altre analisi, ulteriori accertamenti scientifici suppletivi e altri divieti di balneazione. Che dire?. Turismo in quantità. Per dirla alla Voltarelli. (Carmine Calabrese)

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