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In ricordo di Lucio Ferrami

L'imprenditore fu freddato da due killer il 27 ottobre del 1981, dopo che aveva denuciato una richiesta di estorsione  

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    Acquappesa (Cs)

    Giovedì 27 ottobre, alle 10:30 in contrada Zacconi, bivio Sant’Iorio – Acquappesa, i familiari, l´associazione antiracket di Cosenza a lui intitolata ed il coordinamento delle associazioni antiracket calabresi, le forze dell´ordine, i Cittadini, sul luogo in cui fu commesso l´omicido, deporranno una corona di fiori e rinnoveranno la memoria dell´imprenditore Lucio Ferrami, vittima della ´ndrangheta. ”A 35 anni di distanza dal barbaro omicidio di Lucio Ferrami nonostante la paura ancora persista, abbiamo la consapevolezza che è essere associazione e quindi non essere più soli, garantisce un percorso che dalla denuncia alle aule di tribunale porta i suoi frutti. Questa è la consapevolezza – sostiene Alessio Cassano, Presidente dell´associazione Antiracket di Cosenza – in questo momento in cui il clan Muto di Cetraro è stato sgominato grazie alle operazioni di polizia e di denuncia” . “Ricordare Lucio Ferrami è ricordare la parte migliore della Calabria, di quella Calabria che non si rassegna e che non si è mai voluta rassegnare alla prevaricazione della ndrangheta. – Dice Maria Teresa Morano, Coordinatrice delle associazioni antiracket Calabresi- Tutti noi calabresi abbiamo un debito di riconoscenza nei suoi confronti. Lucio Ferrami ha combattuto da solo ed è morto da solo, e per troppo tempo è stato dimenticato. La Calabria ha il dovere, abbiamo il dovere per oggi e per il futuro di ricordare i nostri figli migliori”.

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