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San Lorenzo del Vallo: Edda e Ida, “giustiziate” senza pietà

L'inchiesta, strettamente collegata all'omicidio di Damiano Galizia e al ritrovamento dell'arsenale di Rende, potrebbe aprire nuovi scenari investigativi

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    Un verdetto inappellabile. Di condanna e di vendetta. Che, grida giustizia. Che, vuole verità. Il giorno dopo il crudele fatto di sangue, c’è ancora un intenso via vai sulla strada per il cimitero. Un via vai, destinato a durare ancora. Intanto, dalla tarda mattinata di ieri, San Lorenzo del Vallo è un paese ammutolito. Tutti, chi per omertà, chi per rabbia, chi per paura, hanno timore di parlare. Nessuno sa, nessuno ha visto chi, in pieno giorno, e all’interno di un cimitero, ha fatto fuoco, una, due e più volte sulla 77enne Edda Costabile e sulla 52enne Ida Attanasio, rispettivamente madre e sorella di Francesco Attanasio. Le due donne sono state ammazzate. La prima a cadere sotto i colpi dei killer è stata la madre di Attanasio. Fraddata con un colpo in piena faccia. I suoi occhi, impauriti, tremolanti e, forse, anche imploranti pietà, prima di essere chiusi, per sempre, da una scintilla di piombo, hanno visto il killer. In faccia. La 77enne, stramazzata al suolo, non ha avuto nemmeno il tempo di gridare. Di chiedere aiuto. Edda Costabile è rimasta lì, accasciata al suolo, proprio davanti i gradini d’ingresso della cappella di famiglia. Poi è toccato a Ida. La sorella di Francesco Attanasio, accortasi di quello che era accaduto, s’è messa a correre. Forte e veloce, cercando di “scartare” la morte. Ma il killer che, secondo qualcuno, ha agito indisturbato e a volto scoperto, non s’è minimamente scomposto e ha fatto di tutto, per portare a termine l’incarico: uccidere. Ida, infatti, addirittura rincorsa e giustiziata, con colpi alla nuca. Proprio, come si “giustizia” un boss o un picciotto. Proprio, come, racconta tutta la “letteratura” criminale, scritta e pubblicata dai clan, con le sue “sentenze”. Una mattanza in piena regola. Chi ha agito, conosceva bene le abitudini delle due donne. Conoscendo bene anche gli orari. Le due vittime sono state freddate mentre stavano pulendo la cappella di famiglia. Un duplice omicidio contro il quale il procuratore capo della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla, (giunto sul posto, insieme al medico legale e agli inquirenti, ndc) ha lanciato un appello accorato alla comunità, invitando i cittadini a parlare, a collaborare con le forze dell’ordine e la magistratura. “Se qualcuno ha visto qualcosa, parli. Potreste aver visto i killer in faccia. Quello che è successo potrebbe succede a chiunque. E, se nessuno parla, nessuno vi potrà proteggere”. I corpi di Edda Costabile e Ida Attanasio sono state trasferite all’obitorio. Verranno sottoposte ad un esame autoptico. Anche per capire l’esatta dinamica del duplice omicidio. Sul fronte delle indagini, invece, i carabinieri del comando provinciale di Cosenza, unitamente agli specialisti dei Ris, hanno effettuato un accurato sopralluogo all’interno del cimitero, repertando indizi che potrebbero essere utili e, casomai, “parlare”. L’inchiesta, strettamente collegata all’omicidio di Damiano Galizia e al ritrovamento dell’arsenale di Rende, potrebbe aprire nuovi scenari investigativi. Sul caso accenderà i radar anche la Dda di Catanzaro. Così come, confluirà nel faldone anche l’omicidio Galizia, attualmente sulla scrivania del procuratore aggiunto della repubblica di Cosenza, Marisa Manzini. I carabinieri del comando provinciale di Cosenza, unitamente ai militari dell’Arma della stazione di San Lorenzo del Vallo, stamattina sono ritornati sulla scena del delitto, alla ricerca di qualche nuovo particolare. Alle operazioni investigativa partecipano anche i detective della sezione omicidi della squadra Mobile di Cosenza.

    Carmine Calabrese

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