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Duplice omicidio San Lorenzo, indagini a tutto campo

Gli inquirenti non si lasciano condizionare dall'assenza di “voci” e vanno avanti facendo “parlare” la scena del duplice omicidio e “ascoltando” il non detto delle persone

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    Forse è alto. No, forse è uno basso. No, può essere uno longilineo e veloce. O, forse, uno qualunque. Con una faccia anonima. Sono tanti, anche troppo i forse, i ma e i però in questo intricato giallo di sangue e morte. Sono tanti, forse anche troppi gli ipotetici identikit sulla mano omicida di San Lorenzo del Vallo. L’unica certezza sull’identikit è una sola: freddezza. Chi ha agito, aveva un piano ben preciso. Chi ha ucciso aveva studiato e pianificato, per conto suo o “commissionato” da altri, un’azione spietata e sanguinaria. Senza errori, senza ripensamenti, senza incertezze. Anche davanti alla fuga di Ida Attanasio, il killer non ha mostrato cedimenti. L’ha inseguita per 40 metri e fatta fuori, sparandole due colpi alla nuca e, forse, uno alle spalle. Proprio come si giustizia un obiettivo. Scomodo. Sono tante le persone che dalla tarda mattinata di domenica, vanno e vengono dalla stanza del procuratore capo della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla. Sono ancora tanti, quei sanlorenziani, presenti domenica mattina all’interno del cimitero, che vengono sentiti dai carabinieri del comando provinciale di Cosenza o dai detective dell’Arma di San Lorenzo del Vallo e dai militari della Benemerita della Compagnia di San Marco Argentano e che sono diventati, inconsapevolmente, testimoni di un terribile fatto di sangue. La paura tra la gente è tanta, la voglia di parlare e di esporsi pubblicamente gela il sangue nelle vene e fa “serrare” le mascelle. Nei bar, nei classici ed abituali luoghi di ritrovo, per strada e, perfino, in Chiesa, dell’argomento non si parla. Nessuno osa, nessuno sa. Le tapparelle delle case sono abbassate, anche gli esercenti commerciali vorrebbero abbassare le saracinesche e chiudere per “eccesso di domande e impennata di sospetti”. C’è anche un lungo ed interminabile andirivieni di investigatori e gente comune in casa Attanasio. Emanuele, padre di Francesco, viene descritto come un uomo distrutto. Dal giorno dell’arresto del figlio, non ha smesso un attimo di porsi delle domande e di cercare delle risposte. Da domenica non ha più nulla. Ha finito, perfino, le lacrime. Sua moglie e sua figli, sono state “spazzate” via. Per sempre.

    Le persone a lui più vicine, raccontano di un uomo distrutto, fragile, in preda ad incubi e rimorsi. Non riesce a capacitarsi di come la sua, una famiglia normale, di lavoratori, di persone perbene, di gente senza amicizie “chiacchierate” o frequentazioni pericolose, sia potuta finire così. Uno in carcere, recluso nel penitenziario di Reggio Calabria e, prossimo, forse, ad essere processato dalla Procura della Repubblica di Cosenza, con il giudizio immediato. Sua moglie Edda e sua figlia Ida, ancora distese sui marmi di un obitorio e pronte ad essere sepolte in quella cappella, diventata troppo, troppo presto la loro “nuova” casa.

    Di certo, chi ha agito conta proprio su questo silenzio. Chi ha “ordinato” la condanna di Edda Costabile e Ida Attanasio, fa leva proprio sulla paura. Ma, gli inquirenti (carabinieri e polizia, dopo il summit straordinario in Prefettura, hanno intensificato appostamenti e controlli, ndc) non si lasciano condizionare dall’assenza di “voci” e vanno avanti, convinti di poter trovare indizi utili, facendo “parlare” la scena del duplice omicidio e “ascoltando” la mimica facciale e il non detto delle persone. Chi ha agito è stato aiutato. Almeno da due complici: un “palo” e qualcuno che gli ha protetto la fuga. C’è, tuttavia, un giallo nel giallo. Quello relativo, secondo qualche “spiffero” di pese, della scomparsa di uno stretto congiunto di Damiano Galizia. Sì, proprio quel Galizia, ucciso da Francesco Attanasio lo scorso 26 aprile a Rende e, considerato dagli inquirenti, la molla scatenante del duplice omicidio di domenica. Anche stamattina gli esperti della Scientifica della polizia e dei Ris sono ritornati sulla scena del duplice omicidio per un nuovo sopralluogo, per un ulteriore e più attento accertamento investigativo. Domani nuovo vertice in Prefettura, per fare un nuovo punto sulla situazione e per coordinare meglio le indagini.

    Carmine Calabrese

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