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Un amico “vero” per l’inclusività

«Con un amico affianco affrontare la vita con una patologia fisica non è poi così difficile, l’unica piaga che affligge la nostra esistenza è la presenza delle barriere architettoniche»

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    Tanta vitalità e tanta voglia di fare che non si arresta neppure di fronte alle barriere architettoniche che quotidianamente gl’impediscono di muoversi come vorrebbe. Luigi è un ragazzo universitario vicino alla laurea in Lingue e culture moderne. Si è sempre impegnato negli studi e, soprattutto, ha sempre cercato di creare ponti di sorrisi con le persone che ha incontrato. Ma ora che è adulto sa dare un significato nuovo all’amicizia. Lo deve ad un amico, compagno di studi, che si chiama come lui. Quando ne parla Luigi Caparelli, che dalla nascita ha bisogno della sedia a rotelle per muoversi, mostra tutto il suo entusiasmo per questa amicizia così importante e che lui stesso definisce “fondamentale” per la sua vita. Un amico speciale, Luigi Pullano, che si fa carico delle difficoltà del suo amico più giovane di lui di soli tre anni. Un esempio d’inclusività. «Mi accompagna in biblioteca e – spiega Luigi a proposito del suo amico – spesso mi riaccompagna a casa dopo le lezioni. Se decidiamo di andare a cena lui fa sempre prima un sopralluogo per verificare l’assenza di barriere architettoniche, ma soprattutto se non funzionano gli ascensori oppure anche solo per i banchi scomodi, lui è quello battagliero che chiede il rispetto dei miei diritti. Ultimamente mi supporta per reperire tutto ciò che mi serve per la tesi. So di non essere mai solo». L’uno proviene da Fagnano Castello, l’altro da Catanzaro. Le loro storie si sono incontrate nelle aule universitarie rendesi. Quello che colpisce incontrando Luigi è la sua solarità, il suo desiderio di stare con gli altri, e così anche la frase che ha scelto per la sua pagina facebook lo testimonia. “Finchè avrai un amico al tuo fianco, avrai allegria nell’anima”. Luigi è anche caparbio e non molla di fronte alle tante difficoltà. Così incontra sempre tanta simpatia, ma il suo amico è la persona che più di tutte gli infonde sicurezza. Gli piace specificarlo nella lingua che più gli piace, lo spagnolo. “Amistad verdadera!”. . «Ho affrontato fin qui il mio percorso accademico con determinazione e costanza – racconta Luigi Caparelli – ottenendo molti successi e completando nei tempi previsti gli esami inseriti nel piano di studi. Il punto forte del mio cammino universitario è stato rappresentato dai colleghi che hanno alleggerito le mie giornate di stress e studio. Ma con Luigi ho instaurato un rapporto fraterno dal primo giorno che ci siamo incontrati. Da subito ci siamo intesi e lui mi ha affiancato nello studio, nei momenti difficili e di scoraggiamento, ma soprattutto nei momenti scherzosi e di svago. Con un amico affianco affrontare la vita con una patologia fisica non è poi così difficile, l’unica piaga che affligge la nostra esistenza è la presenza delle barriere architettoniche specie negli ambienti istituzionali; la società dovrebbe essere più sensibile riguardo questo aspetto». Da ragazzo semplice qual è, Luigi, lanciando uno dei suoi più radiosi sorrisi, ci ricorda: «Per il resto basta vivere tra gli affetti di amici e parenti per superare le asperità della vita».  Francesca Rennis

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