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Maurizio ed Elisa, due morti ancora piene di misteri

Due tragiche storie di disperazione, solitudine, fragilità, abbandoni, cadute, e morte, sulle quali, ancora, non è stata scritta la parola fine

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    Misteri e destini. Non è il titolo di una trasmissione stile “crime”, pronta ad essere trasmessa in tv ed entusiasmare gli appassionati del genere poliziesco e dello stile “noir”. E’ il resoconto di due storie, due tragiche storie di disperazione, solitudine, fragilità, abbandoni, cadute, e morte, sulle quali, ancora, non è stata scritta la parola fine. Chiusa con la ceralacca ed affidata alla pietà umana e alla giustizia. Una, racconta di Maurizio Ritacco, 45enne di Laurignano, con una vita difficile alle spalle, “inciampato” spesso nei buchi della droga e “sbilanciato” dall’alto tasso alcolico, finito per terra, in circostanze ancora misteriose, lungo le rive del fiume Crati e ritrovato, senza vita, all’alba di venerdì 4 novembre. L’altra, invece, parla di Elisa Cudeddu, la 37enne, abbandonata dalla famiglia e ripudiata dalla “vita”, finita da un’overdose fatale, nel pomeriggio di giovedì. Nel letto della sua abitazione di via Rivocati, con la signora morte che, violandone innocenza e fragilità, le ha conficcato una siringa nella gamba, aprendole, prima, le porte al Nirvana dello sballo e poi spingendola giù nell’abisso del “non ritorno”. Maurizio ed Elisa, sono due vittime, sono stati due invisibili, sono stati due “facili” sacrifici umani da offrire alla morte e allo sballo. Le indagini sul decesso di Maurizio Ritacco, sono ancora aperte. Gli agenti della squadra Mobile di Cosenza, stanno ancora cercando di stabilire l’esatta causa della morte. Resta valida l’ipotesi di un incidente, causato da uno “sgambetto” dell’alcol che ha fatto perdere i sensi al 45enne, facendolo sbattere violentemente contro le tante pietre che reggono l’argine del fiume. Ma, resta anche valida, l’idea che quella brutta ferita alla testa, causa della morte, possa essere stata inferta da un colpo a bruciapelo, scagliato da qualcuno contro Maurizio e con forza inaudita. Nell’attesa che la scienza poliziesca e gli esperti della scientifica, analizzino i risultati delle tante tracce biologiche rinvenute sul corpo di Maurizio Ritacco e sulla scena del decesso, il caso del 45enne di Laurignano, resta ancora classificato come “cold case”, come racconterebbe la trama di un poliziesco americano. Il mistero del fiume, insomma, continua ancora a scorrere lungo il letto del Crati, sperando che presto esondi nel mare della verità. Elisa, invece, sottoposta all’esame autoptico, ricordata e pianta dai suoi “angeli”, non ha ancora ricevuta degna sepoltura. Per farlo c’è bisogno di una firma su un documento. Una firma, solo una firma. Che, presto, arriverà e consegnerà ad Elisa il diritto eterno alla pace. Quella che, per tutta la vita, ha cercato ed inseguito. Non trovandola, però, mai. La tragica morte di Elisa, però, è al centro di un’inchiesta, giudiziaria ed investigativa. Gli inquirenti, infatti, dal momento del ritrovamento del corpo senza vita della 37enne ed anche in base ai sommari riscontri medico-legali, hanno avviato le indagini per ricostruire le ultime ore di vita di Elisa. Tra i suoi effetti personali, pochi, davvero pochi; tra le telefonate e i messaggi del suo telefonino; e tra la lista dei contatti, gli investigatori cercano prove, indizi e piste da seguire. Per arrivare al canale di rifornimento dell’eroina e alla rete di spaccio, quella che ha servito ad Elisa, una dose per lo sballo e un passaporto, per un viaggio, di sola andata. All’altro mondo. (Carmine Calabrese)

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