Concluse le indagini sulla morte del piccolo Carmine Ricco

Quattro le persone per le quali potrebbe essere richiesto il rinvio a giudizio

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    Il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Paola, Anna Chiara Fasano, ha chiuso le indagini sulla tragica morte del piccolo Carmine Ricco, deceduto tragicamente a soli 8 anni, il 29 giugno scorso, a causa delle gravissime lesioni da taglio alla gamba destra procurate dall’accidentale rottura dei vetri del portone d’ingresso dello stabile sito a Guardia Piemontese dove viveva assieme alla sua famiglia. Un evento drammatico sul quale la Procura della Repubblica paolana ha aperto un fascicolo affidato alla stessa dottoressa Fasano per individuare eventuali responsabilità. La ricostruzione dei fatti racconta che il povero Carmine era rimasto a casa, affidato, in assenza dei genitori, ad una babysitter. Il bambino era poi sceso nel cortile dello stesso condominio per giocare con un pallone. Da li a poco, per ragioni accidentali legate alla rottura dei vetri del portone del palazzo, si procurava una profonda ferita alla gamba destra con una conseguente forte emorragia che, il giorno successivo, lo hanno condotto alla morte presso l’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza. E proprio attraverso le risultanze dell’autopsia effettuata sul corpo di Carmine, disposta dopo il decesso dalla magistratura, e l’attenta analisi del materiale d’indagine raccolto dai Carabinieri della compagnia di Paola, guidati dal capitano Antonio Villano, la dottoressa Fasano è arrivata, dopo mesi di attento lavoro investigativo, a individuare una serie di responsabilità che, secondo la sua valutazione, avrebbero rilevanza penale e farebbero ipotizzare reati che vanno dall’abbandono di minore sino all’omicidio colposo. In specie, secondo lo stesso magistrato, ci sarebbe stato, da parte della babysitter, un comportamento non in linea con il dovere di adeguato controllo sulle attività del bambino quando quest’ultimo si trovava nel cortile condominiale. E infatti, nell’avviso di conclusione indagini, il PM ipotizza il reato di abbandono di minori e incapaci. Il magistrato titolare del fascicolo, poi, mette sotto esame il comportamento assunto dal personale del 118, accorso presso il cortile dell’abitazione di Carmine il 28 giugno scorso, e ne rileva profili penali gravi fino ad ipotizzare l’omicidio colposo. A diverso titolo i tre sanitari a bordo dell’ambulanza del 118 per il pubblico ministero avrebbero tenuto una condotta omissiva colposa che avrebbe condizionato negativamente l’efficacia dei soccorsi, agendo con imperizia, imprudenza e negligenza. Particolare attenzione è stata posta dal magistrato sulla scelta effettuata dai sanitari dell’ambulanza di attendere 55 minuti sul luogo dell’incidente l’intervento dell’elisoccorso, invece di trasportare il piccolo Carmine al più vicino ospedale di Cetraro (10 minuti di viaggio) dove, sostiene il Pm, il paziente avrebbe potuto esser stabilizzato, procedendo con una emostasi e una emotrasfusione, per poi eventualmente essere trasportato in condizioni di maggiore tranquillità e in elicottero presso un centro in grado di effettuare un intervento di chirurgia vascolare. La stessa dottoressa Fasano, evidentemente avvalendosi di specifiche perizie, ritiene che l’intervento dei sanitari dell’ambulanza (un medico e un infermiere, oltre all’autista) atto a tamponare l’emorragia attraverso un semplice laccio emostatico, sia stato insufficiente e inadeguato. Poi c’è tutta la questione connessa all’individuazione del luogo di atterraggio dell’elicottero che ha prodotto un ritardo considerevole nel soccorso. Insomma al termine dell’impegnativo lavoro investigativo la dottoressa Fasano ricostruisce un contesto intorno al decesso del piccolo Carmine caratterizzato da numerose inadempienze, ritardi, negligenze e quant’altro. Chiuse le indagini ora si dovranno attendere i venti giorni previsti dal codice in cui gli indagati possono produrre proprie memorie o farsi ascoltare dallo stesso magistrato, che subito dopo deciderà sulle richieste di rinvio a giudizio che, allo stato dei fatti, appaiono più che probabili. Rino Muoio

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