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Un giornalista (in pensione), un carabiniere, una buca

Ecco una storia decisamente natalizia di altruismo, di solidarietà, di generosità

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    È questa una storia come tante, che poteva accadere in un qualsiasi giorno dell’anno. Invece il caso ha voluto che si verificasse subito dopo Natale. Sarà… Protagonisti sono Enzo Arcuri, giornalista, conosciutissimo in Calabria, essendo stato il direttore della sede Rai regionale negli anni Ottanta, e un carabiniere in borghese. Non è una vicenda di cronaca nera, ma di puro amor proprio e di disponibilità verso il prossimo. A raccontare quanto è accaduto la scorsa sera è proprio Enzo Arcuri su Facebook. Scrive il prof: “ Se questa sera sono tornato a casa per l’ora di cena, lo devo alla generosità di un carabiniere in borghese che si è offerto ad aiutarmi in un momento per me di grave difficoltà. Era accaduto che qualche minuto prima nell’imboccare via Monte San Michele provenendo da via Piave, in pieno centro della città di Cosenza, sono finito con la ruota anteriore sinistra della mia macchina in una buca, non una buca qualsiasi ma una vera e propria voragine all’imbocco di un tombino ( evviva la città di Alarico e delle luminarie milionarie) non l’ho potuta evitare, per le auto in sosta da un lato e dall’altro ho dovuto stringere la curva e la buca mi ha fregato, la gomma, uno pneumatico termico montato un mese fa, si è spaccata e si è subito sgonfiata, per fortuna me ne sono immediatamente accorto ed ho fermato l’auto”. Prosegue il post: “A questo punto sono entrato in crisi, come fare a sostituire la ruota. Ed ecco intervenire il mio angelo custode, nelle vesti di un carabiniere in borghese che era in compagnia della moglie e di due figli, l’ultimo di appena tre mesi. Ha capito il mio dramma e senza esitare si è offerto ad aiutarmi, ha sostituito la ruota, consentendomi di tornare a casa. Mirabile esempio di altruismo, di solidarietà, di generosità, che è capace di compiere solo chi si è nutrito e si nutre della cultura del servizio, chi avverte in ogni momento della sua giornata in servizio e fuori servizio il senso più autentico e vero di essere a fianco della gente, soprattutto di quanti sono in difficoltà. Sono qui a rendere omaggio oltre che riconoscenza ad un giovane carabiniere di cui i suoi superiori devono essere orgogliosi come orgoglioso sono anche io cittadino di questa comunità . Per dare a Cesare quel che è di Cesare devo dire che il carabiniere residente a San Pietro in Guarano presta servizio presso la stazione di Rose, dopo avere prestato servizio a Mendicino. Non so il suo nome, non glielo ho chiesto, ma credo che non è difficile individuarlo. Merita gli applausi ed il nostro rispetto”. Fin qui Enzo Arcuri. Naturalmente sono stati tanti i commenti sulla vicenda, tutti preoccupati per l’accaduto. Tra questi, forse quello più interessante è quello del tenente colonnello dei carabinieri, Raffaele Giovinazzo. Il quale così ha scritto: “Caro professore, sarà mia cura rintracciare il militare e informare il suo superiore. Questo significa essere al servizio della gente !!!! Questo significa essere Carabinieri” .. Semper Fidelis di sicuro. Enzo Arcuri, noto per la sua signorilità ha replicato: “Grazie, devi essere orgoglioso della divisa che indossi con dignità e autorevolezza”. Insomma, è tempo di Natale e c’è per fortuna chi non scorda quel sentimento chiamato solidarietà.

    Astolfo Perrongelli

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