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Francesca e le trappole del web

LE STORIE DI COSENZAINFORMA.IT Imprigionata in quel “peccaminoso” scoprirsi, quel “temerario” toccarsi, quel “virtuale” piacersi.

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    Da quando i social sono entrati a far parte della nostra vita, sono cambiate anche le nostre abitudini. Anche quelle più elementari. Ormai la tenerezza di un bacio è stata sostituita dall’espressività di un’emoticon, la gentilezza di un gesto è stata “bannata” dal reale, il romanticismo è stato “taggato” dalla spavalderia di un tasto. Ormai i rapporti, siano essi d’amicizia, siano essi d’amore, si costruiscono e consolidano su Fb, si cementificano su Meetic, si cristallizzano su Badoo, si vivono tra un’emoticon e un tweet. Per non parlare del sesso. Occasionale, duraturo, convinto, passionale, impegnato, senza amore, con amore, grammaticato, sgrammaticato, sofisticato, annacquato, distillato di piacere o “corretto” con humor e allegoria. Anche l’elemento calamita che attira i corpi e li fa “strofinare”, accendendoli di energia e piacere, è andato a farsi l’account. Ecco che allora, lo dicono i grafici, lo ribadiscono gli psicoterapeuti, lo denunciano i genitori, lo gridano gli insegnanti e lo “scomunicano” le parrocchie, è sempre più alto il fenomeno dell’atto e ricatto sessuale, meglio noto con il nickname “sextortion”. La trama torbita di queste nuove e, purtroppo, consolidate forme d’attrazione sessuale, nasce sul web. Basta due foto ammiccanti, qualche posa da clanedario osè, qualche scatto d’intimità hot e, il gioco è fatto. Uomini, donne, over, realizzati, insospettabili, ragazzine, adolescenti, ce n’è per tutti e, per tutti i gusti. Ma, spesso, il sextortion, finisce per rapire, per possedere, per annientare tutta quella vita che c’è dietro uno schermo e un account. Una vita che sembra essere quasi sul punto di “disconnettersi”. Dal reale. Come la vita di Francesca (nome di fantasia, ndr) che è rimasta intrappolata nella rete di un ricattatore seriale. Francesca ha 16 anni, lei “ribelle” per età e filosofia generazionale, ha un rapporto molto conflittuale con i suoi genitori. Francesca, vistosi tatuaggi sul corpo, con svariati piercing che le adornano le sopracciglia e le labbra, con il suo linguaggio di parole abbreviate e il suo alfabeto personale di vocali e consonanti, con le sue frasi rap e con i suoi stati di contestazione, passa, gran parte, delle sue giornate “affacciata” alle tante finestre del web. Uno stato su Fb, una citazione su twitter, un’istantanea veloce su Instagram. Le sue foto, da donna attraente in un corpo da bambina, catturano like e collezionano commenti. Di ogni genere. Per Francesca ogni like è una botta d’adrenalina, ogni commento è uno scatto d’autostima. Francesca si carica e si ricarica, sfoggiando sempre maggiore aggressività ed esibendo sempre una più convinta istintività hot. Le sue foto schizzano e rimbalzano nella rete. Arturo, giovane di belle speranze, attivissimo anche lui sui social e altrettanto attivo nel collezionare like e selfie, nota Francesca. Iniziano le chat, partono i primi complimenti. I due, si scambiano le prime tenerezze e si trasmettono la voglia di conoscersi. Arturo, piagia forte sull’acceleratore e fa vacillare il precario equilibrio di Francesca, prospettandole fine settimana in hotel di lusso, promettendole viaggi da favola e convincendola di essere insostituibile. Francesca, ribelle per esigenza, bisognosa di attenzioni per carenze affettive, urlatrice per compensare un silenzio interiore, cede alle lusinghe di Arturo e si fa convincere a fare degli spettacoli “hot” a posta per lui. Solo per lui. Robe da canali per soli adulti. Francesca, stuzzicata nella sua vulnerabilità egocentrica, offuscata dalla sua disnibità voglia di mostrarsi e piacere, a tutti i costi, non se lo fa ripetere due volte e inizia a giocare con il suo corpo e il suo smartphone. Foto, scatti, selfie, video. Tutto abbondantemente oltre la “capienza” consentita di giga e memoria. Arturo, “affamato” di sesso e perversione, divora quelle immagini e le salva sulla sua scrivania. Francesca per il suo uomo farebbe qualunque cosa. Per lei quelle richieste di Arturo sono una prova d’amore. Peccato che l’amore è un’altra cosa. Decisamente un’altra cosa. E, di questo, Francesca se ne accorge alcuni mesi dopo. Arturo non è più dolce, spontaneo e corteggiatore. Artuto è dominatore e dominante. E, Francesca, si riscopre sola e fragile e intrappolata dentro un ricatto. Artuto la tiene al “guinzaglio” con la minaccia di pubblicare quei video, la tiene come ostaggio delle sue perversioni. La ragazzina, non sa come uscire dall’incubo, non sa come spiegare quel suo tormento interiore a sua madre e suo padre che, la condannerebbero, senza alcuna possibilità di comprensione e appello. La “metamorfosi” di Francesca, spaventa Ilaria una delle componenti di un gruppo d’ascolto sul disagio. La ragazza, toccando i tasti giusti, riesce a “sbloccare” l’account emozionale di Francesca e a conquistarne sorrisi e fiducia. Francesca parla, piange, urla, si sfoga, si racconta e maledice. Lei e la sua leggerezza, lei e la sua ossessione di visibilità social. Ilaria, però, protegge Francesca e con il sostegno di altri ragazzi e ragazze del gruppo, aiuta la sedicenne a “scollegarsi” dai sensi di colpa e dal ricatto. Parte una denuncia che finisce sul tavolo della Polizia postale di Cosenza. La “rete” di sostegno, aiuto, volontariato e umanità è più forte della “wifi” di perversioni ed imbecillità di cui è pieno il web. Arturo, smascherato nella sua autenticità reale, viene “bannato” dalla giustizia e “taggato” dalla legge. Il suo profilo è stato oscurato. Francesca è salva. Lo è anche la sua rinnovata spontaneità e ritrovata leggerezza. Francesca è rinata. Nel viso, negli occhi e nei tatuaggi. Francesca ha di nuovo una famiglia e ha disattivato l’account della sua ossessione di piacere. A tutti i costi.

    Carmine Calabrese

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