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Tragedia nel Mar Tirreno. Sotto shock il compagno di tante battute di pesca

Aggiornamento. Il corpo del giovane ritrovato su uno scoglio in località Castrocucco

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    Doveva essere una battuta di pesca come tante altre per il diciannovenne, Renzo Cetraro, morto nel naufragio della barca su cui si trovava insieme ad un amico, Giuseppe Amendolara, rimasto illeso ma sotto shock per aver visto Renzo ingoiato dalle onde.

    Il corpo del ragazzo è stato rivenuto, a distanza di molte ore dal naufragio, trascinato dal mare fino ad uno scoglio in località Castrocucco. Dispersi da ieri, le ricerche sono state intensissime, coinvolgendo la Guardia costiera che ha messo a disposizione due motovedette, una è partita da Maratea, l’altra da Cetraro. Nella mattinata ha sorvolato la zona un velivolo e sono intervenute altre imbarcazioni, anche molti volontari che hanno affiancato i mezzi delle forze dell’ordine. Renzo era un giovane studente dell’Istituto socio-sanitario di Tortora.

    Per i suoi genitori, il fratello e la sorella, i suoi professori, i suoi compagni e i suoi amici non c’è più. Non c’è più la sua passione per le moto e per il mare. Quel mare che l’ha tradito e l’ha rubato, per una notte, per affidarlo poi definitivamente ai suoi affetti, alla terra. Un grande dolore anche per Giuseppe Amendolara, la persona superstite che era sulla barca con Renzo. Giuseppe ha 29 anni, sposato con due figli, ha un materassificio a Parrutta.

    È stato avvistato in mattinata aggrappato all’imbarcazione rovesciata. Visibilmente provato, è sceso sulle sue gambe al porto di Maratea. Sottoposto ad accertamenti all’ospedale di Lagonegro, ora deve riprendersi dallo shock. Dovrà paino piano superare il momento, ricacciare indietro i terribili momenti del naufragio, della solitudine in mare, della notte fredda su una specie di zattera, delle grida disperate per chiamare l’amico di tante battute di pesca. Ma il mare è grande. Potrà contenere i suoi incubi.

    Tania Paolino

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