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Rimessi in libertà i fidanzati da ‘sballo’

Alla coppia revocati gli arresti domiciliari

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    Quella coppia da “sballo”, torna a “sballarsi” di libertà. I due fidanzati di via Popilia, arrestati, dai carabinieri della stazione di Cosenza Principale, all’alba di giovedì, con l’accusa di detenzione a fine spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati rimessi in libertà. Stamattina, infatti, Barbieri e Pugliese, assistiti da Mariarosa Bugliari e Maria Gabriella Cavallo, legali di fiducia della coppia, sono comparsi davanti al gip Francesco Luigi Branda per l’udienza di convalida dell’arresto, ha revocato alla coppia gli arresti domiciliari, disponendo l’ordine di presentazione alla pg per la firma. I due, così come i loro avvocati, hanno così potuto tirare un sospiro di sollievo, vedendo crollare il pesante castello accusatorio nei loro confronti. Un alleggerimento di posizione, dovuto anche alla determinazione delle due avvocatesse che, in sede di udienza, hanno contestato le indagini dei carabinieri.

    La ragazza, ascoltata dal gip, ha ammesso di far uso di sostanze stupefacenti, precisando, però, di farlo solo per uso personale. Nel corso dell’udienza, inoltre, ha sostenuto di non essere a conoscenza dei “traffici” del fidanzato e di quell’ingente, oltre un chilo e mezzo di “maria”, rinvenuta dai militari dell’Arma in un garage di Rende. Sempre la ragazza, inoltre, ha tenuto a precisare che i soldi, rinvenuti dai carabinieri nell’abitazione di via Popilia, non erano proventi ricavati dallo spaccio, ma denaro che sarebbe servito, principalmente a lei, per comprare sostanze stupefacenti: ecstasy e funghi essiccati.

    Sempre nel corso dell’udienza è emerso che sarebbe stato il ragazzo ad indicare ai carabinieri dove aveva nascosto il suo “tesoro”. Quell’ingente quantitativo di marijuana custodito in un garage di Rende.

    L’indagine, come raccontato anche su questo giornale, era scaturita da un’intensa attività dei carabinieri che, insospettiti da quel continuo via vai di persone, avevano acceso la luce dei loro radar sull’abitazione dei due ragazzi, raccogliendo prove e facendo scattare il blitz.

    Carmine Calabrese

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