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Delio Di Blasi fermato a Villa San Giovanni mentre era diretto a Messina

In Questura gli hanno consegnato un foglio di via valido tre anni. Solidarietà dal mondo politico e sindacale

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    Momenti di tensione in questi giorni a Taormina. Tra i tanti fermi, anche quattro membri dell’USB Calabria. E, tra questi, quello di Delio Di Blasi, messinese, ora residente a Cosenza, bloccato a Villa San Giovanni, mentre cercava di arrivare nella sua città natale. Dopo il fermo, è stato portato in Questura, dove gli hanno consegnato un foglio di via, che gli proibisce di tornare al suo paese per tre anni. Senza possibilità di difesa e senza processo, trattato come un criminale in una terra dove a circolare impunemente sono ben altri personaggi. Appena si è saputa la notizia, a Di Blasi sono arrivati numerosi attestati di solidarietà da parte chi lo conosce come persona per bene, impegnata nel lavoro, in politica e nel sindacato. La Confederazione regionale dell’USB ha diramato un comunicato in cui si legge che “Come nei peggiori regimi fascisti sud-americani del recente passato si continuano a ripetere atti e provvedimenti illegittimi, autoritari ed illogici. Una repressione che in Italia non può che riportarci al ventennio fascista. Chiediamo l’immediato rilascio dei 12 e la fine del fermo di altre centinaia di manifestanti e pretendiamo che qualcuno spieghi e ci spieghi da chi e perché sono arrivati gli ordini di adottare tali osceni provvedimenti. La militarizzazione della Sicilia in occasione del G7 non può impedire la legittima manifestazione del dissenso: lo prevede la Costituzione, la stessa che qualcuno ha cercato di cambiare il 4 Dicembre 2016”.

    Tania Paolino

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