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Il problema del randagismo va risolto!

CONSENZAINFORMA CONTRO IL RANDAGISMO. GIORNO 5. La cattura dei cani randagi spetta all’Asp, ma su input del Comune. Il sindaco Occhiuto ha sollecitato l’Asp? E se l’ha sollecitata, perché l’Asp non interviene? Che non ci sia per lo mezzo un problema di soldi? Intanto ci scrive Giacomo Anelli, che alcune associazioni vorrebbero al posto di Bozzo

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    Continuano ad arrivarci segnalazioni di gruppi di cani randagi che circolano liberamente per la città di Cosenza. In molta parte vanno per la loro strada senza degnare neppure di uno sguardo le persone intorno, ma, in alcuni casi, qualche cane mostra i denti e si appalesa poco socievole. La città sta facendo i conti da troppo tempo col problema del randagismo. È arrivato il momento di risolverlo. Le colpe della mancata cattura di questi cani vengono rimpallate dal Comune all’Asp e dell’Azienda sanitaria al Comune. Un legge regionale recita che è l’Asp a dover provvedere alla cattura dei cani randagi, ma su sollecitazione del Comune. Ma pare che l’Asp non possa intervenire se il Comune non paga questi interventi. È vero? Lo chiediamo al delegato del sindaco all’emergenza randagismo Massimo Bozzo, ma anche al sindaco Occhiuto. Perché il problema va risolto. Intanto non abbiamo ancora ricevuto alcuna notizia dal direttore generale dell’Asp, Raffaele Mauro, circa l’autorizzazione da concedere alla dottoressa Tiziana Bonofiglio, responsabile del settore veterinario dell’Asp, per rilasciare a Cosenzainforma un’intervista. Intanto, però, interviene sulla questione l’avvocato Giacomo Anelli il cui nome è stato fatto dall’associazione “Croce del Sud”, attraverso una petizione al sindaco, quale eventuale sostituto di Bozzo. “Il Comune di Cosenza – scrive Anelli – giustamente scarica le responsabilità del dilagante randagismo sull’Asp in persona della dottoressa Bonofiglio, Responsabile di Area A, che non catturerebbe i cani che lo stesso Comune segnala. Occorre dire però che la questione randagismo non si esaurisce nella cattura dei cani presenti sul territorio, dal momento che, peraltro, il servizio catture non cattura quelli randagi e pericolosi, ma quelli reimmessi e mansueti. Ed anche qui è l’Asp che dovrebbe controllare. E quindi il Comune ha ragione anche su questo punto. Così come non è chiaro se l’Asp sterilizzi tutti i cani che entrano in canile (è capitato ad alcuni volontari rinvenire in un canile di zona dei cani non sterilizzati, ma che risultavano tali). Il Comune, tuttavia, non ha più ragione se il fenomeno randagismo lo si guarda dal lato degli strumenti per la sua riduzione e che lo stesso dovrebbe attuare: le adozioni. In particolare, il Regolamento comunale adottato con delibera n. 58 del 14.12.2011, prevede che “Il comune provvederà a curare un’apposita banca dati on-line dove verranno pubblicate le foto e le caratteristiche dei cani che possono essere adottati.”; Di tale banca dati non si rinviene neppure l’ombra. Ma ancora – continua Anelli – il Comune dovrebbe, secondo il Regolamento, favorire le adozioni: ‘Chiunque sia interessato ad un’adozione, potrà accedervi attraverso il sito web del comune e visionare i cani ricoverati e pronti all’adozione. Il personale specializzato della struttura di ricovero sarà a disposizione per aiutare e consigliare nella scelta del cane più adatto alle capacità ed esigenze dell’aspirante all’adozione, assicurando altresì assistenza durante gli incontri iniziali con il cane stesso’. Nessuno, non potendo visionare un sito web inesistente, pare abbia mai visionato cani, si sia recato presso il canile per avere degli incontri iniziali con il cane scelto, men che meno pare vi sia del “personale specializzato” a tal fine. In sostanza, i proclami del Comune si riducono ad una assoluta mancanza di iniziativa in proposito, se non un Fido T’affido organizzato in assenza di rispetto alle regole date dal Consiglio Comunale con lo stesso Regolamento. Pertanto le responsabilità, certe dell’ASP, sono altresì chiare per il Comune”. L’avvocato Anelli, però, non ci aiuta a capire dove sia l’intoppo nel rapporto Comune –Asp. Magari riusciremo a farcelo spiegare da Bonofiglio, appena avrà l’autorizzazione a rilasciarci l’intervista.

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