Uno ‘scatto’ d’amore, lungo tutto una vita. E, anche oltre

E' una storia, è un inno alla vita, è un momento magico, è un'emozione divina, è un atto sacro, è un gesto spontaneo. E, spesso, anche una bella favola. Proprio come questa foto

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    Una bella favola, in un click. I fotografi di professione, così come quelli amatoriali, così come, ancora, quelli che scatti e dispositive li vivono come hobby, hanno davvero ragione: una foto, non è solo una foto. Passeggiando per il centro cittadino, un pomeriggio qualunque, di un giorno qualunque, in un’ora qualunque, ecco due anziani, entrambi acciaccati dagli anni, con lei appesantita dai reumatismi sulla schiena e sulle gambe e con lui che la sorregge, aiutandosi con un bastone, sono seduti su una panchina. Non so i loro nomi, nemmeno la loro storia. Certo la loro storia deve essere meravigliosa e ricca di tante altre storie: l’infanzia, la guerra, la fame, la povertà, il fascismo, la monarchia, il trionfo della Repubblica, i comizi, la politica, le famiglie, gli amori. E, ancora, chissà quante altre storie, potrebbero sono custodite in quei loro occhi rugati e arzilli, Osservandoli a lungo, pensi che lui, non foss’altro per dovere di galanteria e piacere di gentilezza, è la sua stampella della vecchiaia, lei, invece, è la sua pozione magica per ringiovanire sorrisi ed entusiasmi. Le loro braccia sono intrecciate, come le dita della loro mani, come gli occhi, come i sorrisi, come i sospiri, come le anime. I due, comodamente seduti, si confessano, per più di un’ora, la grandiosità del loro amore e la meraviglia del loro appartenersi, guardandosi infinitamente negli occhi. Dev’essere un giorno speciale. Quello dell’anniversario. Forse del loro matrimonio, forse del loro primo incontro, forse del loro primo bacio. deve essere un giorno speciale. Il giorno per eccellenza, il giorno in cui si sono visti, si sono riconosciuti, si sono scelti e si sono ricompattati, scoprendosi l’uno la parte mancante dell’altra e viceversa. Le loro reciproche dichiarazioni d’amore, sono state interrotte solo dall’impetuosità di una carezza. Amorevole e rassicurante. Una di quelle che tutti vorrebbe ricevere, una di quelli così cariche di passione e di tenerezza da far dimenticare angosce e paure, da scacciare di dosso negatività e timori. Da far alleggerire anche l’età. Quei due anziani, così innamorati, così presi, così teneri, così entusiasti, come due ragazzini alla prima cotta, sono la materializzazione dei fidanzatini di Peynet. Sono la più bella strofa dell’inno all’Amore. Quello che vale tutta una vita, quello che serve alla vita, quello che ha tanta vita dentro. Quando i due ragazzini si sono alzati dalla panchina, l’immagine dell’Amore è stata ancora più affascinante. Lui, l’ha presa per mano, e l’ha aiutata ad attraversare la strada, sistemandole prima con affetto una ciocca ribelle tra i capelli. Lei, ha ricambiato la cortesia, stringendo forte la sua mano. Un modo per dirsi: sono qui, con te e per te. Come 50, 60 o ancora di più anni fa. Come non entusiasmarsi, emozionarsi e commuoversi davanti a questo capolavoro mozzafiato. Ecco, le belle favole esistono davvero. Basta solo saperle vedere e riconoscere. Anche in un click.

    Carmine Calabrese

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