Intimidazioni: La provincia di Cosenza tra le più colpite in Italia

I dati 2016 la indicano in terza posizione a livello nazionale con 25 atti perpetrati ai danni di amministratori di enti pubblici

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    Oggi è stato definitivamente approvato dalla Camera il provvedimento di legge 3891 che introduce nuove forme di tutela degli amministratori locali oggetto di atti di intimidazione, attraverso diverse modifiche al codice penale. Le novità interessano da vicino la provincia di Cosenza che si conferma tra le più colpite in Italia, occupando il terzo posto a livello nazionale con 25 atti intimidatori distribuiti in 13 Comuni. La novità è che le intimidazioni arrivano anche dai social network, tanto che alcuni consiglieri comunali del cosentino dopo averle ricevute hanno deciso di dimettersi provocando lo scioglimento dell’amministrazione che sostenevano. Tra gli atti intimidatori più Comuni della provincia di Cosenza ci sono: al primo posto incendi ai danni di vetture e case: nel mirino un consigliere provinciale, Sindaco e vicesindaco di Fuscaldo, un dirigente comunale di Altomonte, l’assessore alla Cultura di Rende, alcuni mezzi comunali (dati 2016). Diversi tipi di intimidazione hanno raggiunto i Sindaci di Longobucco, Santa Maria del Cedro e Villapiana. Sono stati manomessi impianti elettrici e idrici a Rende e a Cariati. Con la proposta di legge modifica l’articolo 338 del codice penale, che definisce il reato di “Violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario” vengono apportate importanti modifiche quali : l’obbligatorietà dell’arresto in flagranza di chi minaccia e intimidisce; viene estesa la punibilità anche a chi usi minaccia o violenza sul candidato o su chi decida di spendersi a suo sostegno e fornita la possibilità agli inquirenti di poter utilizzare le intercettazioni telefoniche per individuare i responsabili delle minacce. Ad oggi in più del 90% dei casi chi minaccia resta impunito. Ma è la Calabria tutta a essere individuata come terra di “amministratori sotto tiro” con 87 atti intimidatori censiti nel 2016 che rappresentano un record negativo per la regione che fa registrare un aumento del 70% rispetto ai 51 casi del 2015. Le cinque province calabresi sono tutte coinvolte nel fenomeno che è distribuito in 51 Comuni. Ad eccezione di Crotone (3 casi), le altre province hanno registrato tutte almeno 10 intimidazioni. Tre province, quelle di Reggio Calabria, Cosenza (terzo posto come dicevamo) e Vibo Valentia, si posizionano tra le prime sette più colpite a livello nazionale.

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