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Pedivigliano, tragica fine di un romeno

Il quarantenne è precipitato da un muro che costeggia la strada provinciale 616

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    Isolato da vivo, emarginato, anche, da morto. Con Vasile Asarboiacei, 40enne di nazionalità rumena, la vita non è mai stata amica, men che meno complice o gentile. Il 40enne, un passato difficile alle spalle e un presente, pieno di stenti e di incertezze, aveva lasciato la Romania, per sfuggire alla miseria e per “sfuggire” dalla sfortuna. Quella che lo braccava, quella che gli faceva sentire il fiato sul collo, quella che lo tormentava. Vasile, era venuto in Italia, convinto che qui avrebbe trovato, finalmente, la sua grande occasioni. Per rinascere e per riscattarsi. Dopo aver girato, in lungo e in largo, lo Stivale, il 40enne era finito a Pedivigliano, piccolo centro dell’area della Media Valle del Savuto, dove aveva scelto di stabilizzarsi. Ma anche qui, più che imparare a vivere e ripartire, Vasile si “allenava” per sopravvivere. Ancora una volta, la vita, cattiva come una perfida “matrigna”, non gli aveva regalato né una carezza, né una spinta per ricominciare. Vasile Asarboiacei, passava le sue giornate all’aria aperta. Le panchine erano i suoi letti, gli scatoloni le sue coperte, i fogli di giornali le sue lenzuola. Anche a Pedivigliano, Vasile continuava a vivere da isolato e da “invisibile”. Alcuni cittadini, con cui aveva stretto amicizia ed era entrato in confidenza, gli regalavano qualcosa. A volte qualche spicciolo, altre volte qualcosa da mangiare e da bere e anche dei sorrisi. Quelli che, spesso, fanno più bene, tanto all’anima, quanto al corpo. Il 40enne, girovagava per Pedivigliano e, quando le forze non l’accompagnavano più, sceglieva un giaciglio di fortuna per riposare. E, forse, anche sognare un domani migliore. Ed è proprio un “muretto” che l’ha tradito, facendolo precipitare nel vuoto. Vasile è stato risucchiato da un precipizio lungo la 616 (la strada provinciale, ndr). La morte del 40enne, archiviata come una tragedia, è l’ennesimo schiaffo che la vita ha dato a Vasile, isolato da vivo ed emarginato, anche, da morto. I carabinieri della Compagnia di Rogliano che hanno avviato le indagini, stanno cercando di rintracciare gli affetti e le conoscenze di Vasile Asarboiacei, per riconsegnarli la salma. Così Vasile, potrà, forse, avere qualcuno che gli stinga la mano, gli regali un bacio o gli faccia una carezza. Per andarsene altrove, con una certezza in meno, ma un sorriso in più.

    Carmine Calabrese

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