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Chiusura mercatino Camigliatello. Parla il comitato dei commercianti silani

A Cosenzainforma.it: “Non ce l’abbiamo con nessuno, vogliamo solo il rispetto delle regole”

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    “Non ce l’abbiamo con nessuno, vogliamo soltanto il rispetto delle regole”. A parlare sono gli ottanta commercianti firmatari del documento inviato all’amministrazione di Spezzano della Sila, diversi giorni addietro, in cui si denunciava il presunto abusivismo diffuso nel mercatino di Camigliatello che tanto sta facendo discutere l’opinione pubblica.

    A loro, proprietari delle esercizi commerciali della caratteristica località silana, i “forestieri” (come chiamano qui tutti quelli che vengono da fuori paese) danno la responsabilità dei lucchetti messi da qualche settimana all’area mercato di piazza degli Scoiattoli.

    “La lettera però – dicono i commercianti silani sentiti da Cosenzainforma.it – è arrivata in Comune quando già il sindaco aveva disposto l’ordinanza datata 23 giugno 2017, quindi la decisione era stata già presa dall’Amministrazione locale precedentemente”.

    Ma cosa dice il documento disposto dal sindaco Salvatore Monaco?

    Eccone una sintesi: Premesso che in esito ad idonei sopralluoghi effettuati dagli uffici comunali preposti alla vigilanza si è constatato che il mercato dei produttori agricoli sito nella frazione Camigliatello Silano in piazza degli Scoiattoli, non presenta – allo stato – condizioni igienico sanitarie adeguate all’esercizio del commercio in conformità alle prescrizioni legislative e regolamentari considerato che la descritta situazione in cui versa il mercato dei produttori agricoli determina proteste e denunce con sovraccarico di lavoro per ispezioni, sopralluogo e interventi urgenti da attuare con spese a carico dell’Ente. Riscontrata la necessità di procedere tempestivamente, anche tramite l’Asp e la Polizia locale, all’adozione delle misure necessarie per rimuovere le carenze igieniche – sanitarie, con particolare riferimento all’area interna e ad quella retrostante la piazza degli Scoiattoli. (…) Ordina la chiusura temporanea dell’area mercato dalla data della pubblicazione – l’ordinanza è la n 33 del 23/06/2017 – sino all’ultimazione delle operazioni di pulizia e sanificazione, nonché ad idonea verifica della presenza delle condizioni sanitarie come per legge. (…).

    “A Camigliatello – proseguono i proprietari della attività commerciali – c’è un abusivismo diffuso a tutti i livelli. Ci sono affitti di casa in nero, aperture di esercizi non autorizzati così come la vendita di prodotti non conformi alle normativa igieniche sanitarie nel mercatino. E in quella nostra lettera intimavamo l’amministrazione comunale a prendere provvedimenti entro dieci giorni altrimenti avremmo inoltrato la nostra denuncia alla Procura della Repubblica. Abbiamo chiesto e chiediamo – insiste il comitato spontaneo – legalità”.

    Ma come conciliare la richiesta dei commercianti di legalità e trasparenza nella vendita dei prodotti al mercatino di piazza degli Scoiattoli con quella dei venditori degli stand tanto ben voluti dalla gente?

    “C’è un problema di conservazione e mantenimento in condizioni igieniche dei prodotti venduti nell’area mercatale – continuano – specialmente per gli insaccati e per i prodotti caseari ma anche per le conserve sott’olio, che rappresentano un rischio per la salute di chi li acquista. E poi chi assicura il consumatore che il prodotto acquistato sia stato fatto dagli stessi venditori? Non esiste una tracciabilità di quello che si vende. Chi controlla? Noi abbiamo ispezioni, bolle da esibire e quant’altro e chi vende in piazza dello Scoiattolo fa come gli pare!”.

    L’area del mercato sarebbe quindi per i commercianti una “zona franca” in cui l’illegalità è diventata consuetudine tollerata: “ e non da quest’amministrazione ma anche dalle precedenti. Nessuno ha chiesto un confronto con noi sulla questione del mercatino. Non vogliamo una guerra tra “noi e loro” ma chiediamo di partecipare alle decisioni sul futuro del commercio a Camigliatello. Vorremo aiutare a chiarire cosa vendere (ad esempio prodotti a km 0 certificati) per stimolare le tante iniziative imprenditoriali nate a Lagarò, aiutare a individuare la predisposizione di controlli oppure più banalmente decidere una volta per tutte non solo l’orario di apertura del mercatino ma anche i giorni in cui dovrà essere aperto”.

    Si chiedono, insomma, soluzioni condivise che permettano la convivenza pacifica e leale tra le due realtà commerciali presenti sul territorio. Vedremo quali saranno le iniziative future del comune di Spezzano della Sila per risolvere la questione che potrebbe diventare un problema fondamentale per il futuro della località turistica più rinomata dell’Altopiano silano.

    Mariapia Volpintesta

     

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