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Alto Tirreno Cosentino, il mare è solo ‘apparentemente’ inquinato

A dirlo i dati forniti dall'Arpacal

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    Mare pulito sì, mare pulito no. Ogni anno, questo è il tormentone che “canticchiano” sotto gli ombrelloni, al riparo dall’acqua più che dal sole, i numerosi villeggianti delle coste tirreniche della Calabria. Perchè, per la maggior parte degli amministratori locali e degli esercenti dei lidi e delle altre attività turistiche, tutto va per il meglio, nel migliore dei mondi possibili.

    La responsabilità è sempre del Comune vicino e del malfunzionamento del depuratore accanto. Nel frattempo, arrivano i dati Arpacal a farci stare, si fa per dire, tranquilli.

    Comune di San Lucido, prelievo dell’8 agosto, risultati, con relativa comunicazione al sindaco, l’11 dello stesso mese: un valore di Enterococchi intestinali non conforme ai limiti del D. Lgs. 116/08, nei punti denominati a 200 mt Sx torrente Deuda, 150 mt sx torrente San Cono, Torrente Petralonga.

    Comune di Paola: stesse date di campionatura e pubblicazione, interdetto alla balneazione il punto denominato Via Petrulla. Idem Comune di Amantea, 100 metri a sinistra del fiume Torbido.

    Dal sito Arpacal risulta che anche a Scalea, Diamante e Santa Maria del Cedro siano stati fatti prelievi straordinari l’8 agosto.

    Abbiamo appreso che in questi Comuni i livelli di Escherichia coli e di Enterococchi sono inferiori ai limiti previsti dalla normativa. Il sindaco di Santa Maria, Ugo Vetere, ha addirittura filmato la propria visita al depuratore del suo Comune, dimostrandone la limpidezza delle acque e assicurando che tutte le case nel territorio di sua competenza sono collettate, ossia scaricano nella condotta fognaria.

    Si può stare tranquilli, quindi, ma se altrove continuate a vedere schiumette varie o l’acqua marina vi sembra verdastra il bagno fatevelo pure, ma a vostro rischio e pericolo.

    Tania Paolino

    Foto di repertorio

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