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Lavorare per l’uomo

Progetti rieducativi e riabilitativi per persone in difficoltà. In Calabria c’è “Cepedù”

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    È la prima ad essere stata costituita nella nostra regione. Si chiama “Cepedù” ed è l’associazione educatori e pedagogisti calabresi. La sede è ad Acri; del Direttivo fanno parte  Teresa Viteretti, vice presidente, Mary Gencarelli, tesoriere, Angela Sara DeSensi, public relations, Nunzia Spostao, segreterio, Elvitra Servidio, coordinatrice dei progetti. Fabiola Ammirata è la presidente.

    Chi è l’educatore? “È un professionista che si occupa di organizzare e gestire progetti e servizi educativi e riabilitativi in ambito socio-sanitario rivolti a persone in difficoltà: minori, tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, disabili, pazienti psichiatrici e anziani. Lavora in équipe multidisciplinari, stimola i gruppi e le singole persone a perseguire l’obiettivo di reinserimento sociale definendo interventi educativi, assistenziali e sanitari rispondenti ai bisogni individuali attraverso lo sviluppo dell’autonomia, delle potenzialità individuali e dei rapporti sociali con l’ambiente esterno”.

    Chi è il pedagogista? “È lo specialista dei processi educativi e formativi della persona, è dotato di formazione universitaria multidisciplinare che comprende la pedagogia, la psicologia, l’antropologia, la sociologia e la filosofia. Il pedagogista opera per la prevenzione, la diagnosi, le attività di assistenza, di consulenza e trattamento abilitativo in ambito educativo, rivolte alla persona, alla coppia, alla famiglia, al gruppo e alla comunità”.

    Qual è la differenza tra educatore e pedagogista? “Sono due figure che lavorano sullo stesso campo, spesso fianco a fianco. In molti casi è addirittura difficile distinguere i confini tra le due attività. Educare significa valorizzare quanto di meglio ci sia potenzialmente in un individuo. La pedagogia si occupa del progetto educativo”.

    Quali sono gli obiettivi della “Cepedù”? “Vogliamo promuovere una nuova etica educativa e sociale per individuare nuovi percorsi di valorizzazione della persona attraverso lo sviluppo di processi di prevenzione e di supporto, sia nel disagio giovanile che in quello adulto. In questa direzione ci stiamo muovendo con diverse iniziative. Diverse sono le collaborazioni con l’Università della Calabria, attraverso un ciclo di seminari sui disturbo dello spettro autistico, sulla devianza tra rieducazione e prevenzione nelle carceri, sulla tecnologia e la natura. Ed altri incontri abbiamo organizzato sul territorio e siamo in procinto di organizzarne”.

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