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I carabinieri di Amantea e la lunga lista di gesti eroici

La città con ammirazione s’inchina al loro straordinario spirito di abnegazione

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    Amantea – 23/08/2017 Ci sono certezze, in questo Paese in mano all’emergenza e alla precarietà perenni, che appaiono come vere e proprie ancore di salvezza. Una di queste è rappresentata certamente dai Carabinieri. E sin qui, nulla di nuovo. Gli italiani, quelli che non delinquono (ma in realtà anche loro), lo sanno bene e sono abituati a considerare la benemerita un punto di riferimento insostituibile e affidabile, notte e giorno, senza soluzione di continuità. L’ennesimo gesto di totale abnegazione, realizzatosi ad Amantea martedì 22 agosto u.s. (poi spiegheremo perché ennesimo) che ha visto protagonisti il maresciallo Tommaso Cerza, comandante della locale stazione, assieme al suo vice Fabio Mandato, all’appuntato Antonio Gualtieri e al carabiniere Francesco Malaspina, i quali hanno letteralmente strappato dalle fiamme alcune abitazioni dopo aver evacuato una trentina di persone, conferma, se mai ce ne fosse bisogno, quale funzione oltremodo sociale l’Arma svolge nel nostro Paese. Presso le caserme dei carabinieri, infatti, arrivano le richieste più disparate, che spesso non hanno nulla a che vedere con i compiti d’istituto della quarta forza armata italiana. Ci si rivolge agli stessi militari certi di non avere mai un diniego, una risposta interlocutoria, un comportamento dilatorio. Insomma c’è sempre, dietro quella porta della stazione, dall’altra parte del telefono, nell’auto di servizio, per strada, un uomo o una donna, in divisa o meno, che ti ascolta e che tende la mano, a prescindere dai contenuti dell’invocazione d’aiuto. I carabinieri del presidio amanteano sono la rappresentazione tangibile di tutto questo. Accanto alle attività investigative e repressive, hanno sempre recitato un ruolo centrale nella vita della comunità, che oramai si avvicina alle 15.000 anime. In quella piccola caserma, che attende da tempo di essere sostituita con una delle ville confiscate ai locali esponenti della criminalità organizzata, la risposta pronta ed efficace alle esigenze del cittadino c’è sempre stata. Ma il comandante Cerza e i suoi, non mancano di stupire per essere costantemente presenti nelle situazioni d’emergenza assoluta, con l’assunzione di rischi che vanno ben oltre all’ordinario e lo straordinario. Martedì scorso, se non ci fosse stato il loro impavido intervento, connotato da profili di rischio per la propria incolumità serissimi tanto che hanno poi dovuto ricorrere alle cure dei sanitari per i fumi inalati e per le ustioni, per fortuna lievi, subite, le conseguenze per le persone e per i loro beni sarebbero state ben altre e gravissime. I quattro militari, alla prima chiamata, si sono immediatamente precipitati con la macchina di servizio sulla vasta area interessata da uno dei tanti incendi che in queste settimane stanno letteralmente mandando in fumo ettari ed ettari di macchia mediterranea. Resisi conto del rischio che correvano alcune famiglie e le rispettive abitazioni, nelle more dell’arrivo dei Vigili del Fuoco e dei mezzi aerei realizzatosi, purtroppo, solo dopo alcune ore proprio per l’azione concomitante delle fiamme su altri pezzi di territorio cosentino, e dopo aver evacuato le famiglie residenti, non hanno esitato nel richiedere l’intervento dell’autobotte del Comune e della Polizia Municipale e, imbracciato l’idrante (la foto che pubblichiamo in esclusiva la dice lunga sullo slancio eroico del comandante Cerza e dei suoi sottoposti) hanno affrontato le fiamme alte e minacciose che stavano per avvolgere le abitazioni. Le parole, in realtà, non possono descrivere l’inferno in cui si sono trovati i quattro militari e gli stessi dipendenti del comune, che si sono ovviamente meritati ampiamente il plauso del sindaco. Ad un certo punto le pire hanno avvolto anche i cavi dell’alta tensione, provocando la rottura di uno di essi che ha poi colpito un dipendente comunale e sfiorato i carabinieri, per altro, completamenti bagnati e avvolti dalla fuliggine. La loro vita, probabilmente, è salva solo perché fortunatamente proprio quella linea elettrica era stata disattivata in mattinata dai tecnici dell’Enel, per lavori di manutenzione. Insomma quegli uomini hanno davvero compiuto un atto eroico, che tuttavia non è il primo. Perché, allo stesso modo, per ben due volte nei mesi passati i militari della stazione di Amantea, con mezzi di fortuna, hanno salvato persone e case dalla furia delle fiamme in altre aree della città e nel vicino comune di San Pietro in Amantea, meritandosi anche in quel caso il plauso delle istituzioni locali. Ma non è tutto. Il 25 maggio del 2016, sempre il maresciallo Cerza e il suo vice Enrico Caporaso, hanno evitato il consumarsi di un evento tragico nel quartiere amanteano di Santa Maria, quando ancora una volta con sprezzo del pericolo e spirito di abnegazione, sono entrati in un edifico con diversi appartamenti, interessato da una fuga di gas, e dopo averlo evacuato e isolato dalla rete elettriche, hanno individuato la bombola che aveva causato la fuga già avvolta dalle fiamme. Recuperato quello che era diventato un vero e proprio ordigno, nonostante il gravissimo pericolo imminente, l’hanno trasportata fuori dal palazzo, scongiurando uno scoppio che avrebbe verosimilmente distrutto l’intero caseggiato. Insomma un altro gesto di puro eroismo che si assomma agli altri appena descritti per i quali esprimere ringraziamenti appare davvero insufficiente. E tuttavia i messaggi che i cittadini amanteani coinvolti hanno fatto giungere in queste ore, ancora una volta, ai carabinieri di Amantea, sappiamo per certo che hanno commosso gli stessi militari, che vivono e si nutrono della riconoscenza degli italiani, i quali non possono che guardarli con profonda e sconfinata ammirazione.

    Rino Muoio

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