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San Giovanni In Fiore. Abitanti costretti a convivere con una fogna a cielo aperto che scarica nel Neto

LA DENUNCIA. Nel popoloso quartiere Olivaro come in via Virgilio le acque reflue scorrono accanto alle abitazioni e agli esercizi commerciali. La denuncia dei cittadini: “Il Comune non trova i soldi? E se non pagassimo le tasse?”

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    C’è una fogna a cielo aperto che da quattro anni rende la vita impossibile agli abitanti di San Giovanni in Fiore. Anni di denunce, esposti, telefonate e promesse… non mantenute.

    Il disagio è avvertito nel popoloso quartiere di Olivaro e dagli abitanti di via Virgilio, nel centro cittadino, condannati a convivere con uno scarico di acque reflue che, complice un impianto a tiraggio forzato che non funziona, finisce direttamente nel fiume Neto.

    L’inquinamento del corso d’acqua e l’odore nauseabondo dei miasmi che impregnano l’aria preoccupano gli abitanti dell’importante centro silano che combattono contro una situazione che, nei mesi estivi, si trasforma in emergenza ambientale e di salubrità dell’area che respirano.

    Il problema come si accennava è ben conosciuto tanto dagli amministratori florensi quanto dai responsabili del depuratore che gestisce la condotta.

    Tuttavia il dissesto economico delle casse comunali rende impossibile un intervento sulla fogna a cielo aperto che non però è più procrastinabile.

    A combattere contro quella che potremmo definire “una bomba ambientale” c’è anche Salvatore Spina, gestore di una pompa di benzina, con annesso bar, che a causa dei cattivi odori sprigionate dalle acque reflue rischia di mettere in pericolo i profitti della sua attività imprenditoriale.

    “E’ una situazione a conoscenza di tutti gli uffici competenti territoriali. Comune, gestore del depuratore e rappresentanti di associazioni come Legambiente. Ho anche contattato l’Arpacal per chiedere che venissero effettuati dei controlli sull’inquinamento delle acque del Neto, così come ho chiamato il corpo dei Carabinieri Forestali ma, gli anni passano e il problema resta e peggiora – spiega a Cosenzainforma.it Salvatore Spina – è necessario che la situazione della fogna a cielo aperto di Olivaro e di via Virgilio diventi di dominio pubblico”.

    “I comuni cittadini e naturalmente gli imprenditori che hanno attività in queste aree stanno pensando seriamente di affidare il loro malcontento a una sorta di disobbedienza fiscale. Chi ci amministra non trova i soldi per riparare a un disastro legalizzato dall’immobilismo di questi anni ma riesce a pagare 30.000 euro per bitumare una strada in vista di una corsa dei carri che non era certo indispensabile”.

    “Abbiamo chiesto aiuto all’informazione – conclude Spina –  ci sono video che testimoniano lo scempio del nostro patrimonio ambientale e il rischio che corriamo a vivere accanto a una fogna che scorre liberamente a pochi metri da dove abitiamo e lavoriamo. Chiediamo la mobilitazione della società civile di San Giovanni in Fiore, di Legambiente nella speranza che non guardi solo ai propri interessi, delle associazione del territorio perché facciano sentire la loro voce e di coloro che hanno a cuore la salute dei cittadini florensi”. 

    Mariapia Volpintesta

     

     

     

     

    foto Elia Buglione

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