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Coltellate di gelosia in piazza

È accaduto sabato pomeriggio. Tutto è avvenuto in pochi secondi davanti a tanti testimoni

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    Fendenti d’onore, duelli d’amore e di rivalità. Passionale. C’è forse una donna contesa, c’è forse una passione nascosta, c’è forse una rivalità antica tra i moventi del fatto di cronaca che, nel primo pomeriggio di sabato, ha macchiato di sangue e di rancore, la tranquillità di Fagnano Castello, piccolo borgo della Valle dell’Esaro. Di sicuro c’è la mano “armata” di passione e gelosia di Rosario Ardis, 52enne del posto, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine per via dei suoi “debiti” con la giustizia. Una mano armata di coltello, dalla lama tagliente ed appuntita che il 52enne ha conficcato per ben due volte nella giugulare di un 48enne, anche lui di Fagnano Castello, diventato “bersaglio” della reazione rancorosa e passionale di Ardis. Tutto è avvenuto in una frazione di secondo, tutto è avvenuto davanti agli occhi spaventati e increduli di numerosi testimoni, tutto è avvenuto, così, all’improvviso. Sono le 14 e il 52enne passeggia lungo la centralissima via San Francesco. Anche il 48enne è lì. I due, raccontano i testimoni, si sono sfidati a lungo. Con gli sguardi, con le smorfie, con le espressioni facciali. Il 52enne, forse all’ennesimo gesto di sfida, ha estratto un coltello e ha pugnalato il suo rivale, conficcandogli la profondità della lama nella giugulare. Uno, due tagli netti. Il 48enne, stremato al suolo e riverso in una pozza di sangue, s’è premuto forte sulla ferita per fermare l’emorragia. I testimoni, accortisi dell’accaduto, gli hanno prestato subito soccorso, allertando le forze dell’ordine e la sala operativa del 118. Il 52enne, invece, s’è allontanato in fretta, cercando di guadagnare una sicura via di fuga. Ardis, poco più tardi, è stato rintracciato dai carabinieri (eccellente la direzione investigativa del maresciallo Luigi Ferri e dei militari dell’Arma della Compagnia di San Marco Argentano, coordinati dal capitano Giuseppe Abrescia, ndr) e arrestato, con l’accusa di tentato omicidio. Le prove della sua colpevolezza le aveva “stampate” addosso. Sulla maglietta, sui pantaloni, sulle scarpe, sul viso. Addosso non aveva solo il sangue del suo rivale, aveva anche il suo. Rosario Ardis, infatti, forse in un attimo di pentimento, s’è inferto una coltellata al collo, ferendosi. Vittima e carnefice, dell’altro e anche di se stesso, sono stati entrambi soccorsi dal personale medico del 118 e portati, d’urgenza, all’Ospedale dell’Annunziata. Il 48ene, apparso subito grave, è stato trasportato in sala operatoria e poi trasferito nel reparto di terapia intensiva. Ardis, invece, dopo essere stato medicato, è stato accompagnato presso una cella del Cosmai, dove resterà “ospite”, fino all’udienza di convalida dell’arresto. Una dettagliata informativa sull’accaduto è stata trasmessa al procuratore capo della Repubblica di Cosenza, Mario Spagnuolo. Se il 48enne è vivo, lo deve alla sua prontezza di riflessi e all’assistenza immediata dei testimoni e dei suoi soccorritori. Le indagini, nonostante il buon esito della vicenda, continuano. Si cerca la pista del movente e si cerca, soprattutto, di dare un nome ed un volto alla donna. Di un mistero, fatto di sangue e passione.

    Carmine Calabrese

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