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Sarà il dna a risolvere il giallo di Cariati? L’essei è stato assassinato, con un’esecuzione

Il giallo del week end, con il morto. Ammazzato. Non ha ancora un nome e un volto, l'uomo rinvenuto cadavere nel bagagliaio di un'auto.

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    Cariati, dal tardo pomeriggio di ieri, è un centro sotto choc. Nessuno, tra la comunità di stranieri, ha visto niente, nessuno ha sentito nulla, nessuno sa di preciso cosa sia successo e perché. Alle nostre latitudini e longitudini, spesso, la paura, i silenzi e l’omertà, la fanno da padrone. Solo grazie ad una segnalazione, arrivata agli agenti del commissariato di Polizia di Rossano, quell’auto, un’Opel verde metallizzata, è diventata di interesse investigativo. Quell’uomo, dall’apparente età di 40-45 anni, probabilmente di nazionalità dell’Est, è stato preso in “consegna” dagli esperti dei Ris. Solo loro, probabilmente, riusciranno a far “parlare” quel corpo. Solo loro, probabilmente, riusciranno a dargli una precisa identità. Solo loro, probabilmente, riusciranno ad accertare se, prima di essere sfigurato con colpi di pistola, sparati a bruciapelo, alla testa e al volto, sia stato picchiato. E, anche pesantemente. Il medico legale, il primo ad effettuare, subito dopo il ritrovamento, un primo esame cadaverico, ha notato che sul corpo dell’essei (soggetto ignoto, ndr) ci sono segni di lividi e percosse. Anche l’auto, lasciata per giorni su un tratto della spiaggia, ha già “raccontato” la sua prima verità. L’uomo misterioso, infatti, non è stato “eliminato” nell’auto, ma altrove. Nell’auto, nascosto sotto due coperte (una di colore bianco, l’altra di un intenso blu, ndr) è stato chiuso in seguito. Il rigor mortis e l’assenza evidente di tracce ematiche dicono, infatti, che mister X è stato ammazzato in un altro posto. Ma, non è stato solo ucciso, è stato condannato a morte, da uno spietato “tribunale” che ha emesso nei suoi confronti un inappellabile verdetto di colpevolezza. Ma, colpevole di cosa? Le piste sulle quali gli inquirenti (le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, competente per territorio, ndr) hanno indirizzato le loro attenzioni sono relative ad un omicidio maturato nell’ambito di questioni di droga o di prostituzione. Due attività abbastanza fiorenti e che rappresentano le sicure “entrate” della criminalità organizzata. Mister X, addosso non aveva documenti, non aveva soldi. L’unica cosa che è stata trovata è stata un taccuino, pieno di numeri telefonici e nomi. La maggioranza di quei numeri, per quanto accertato finora dagli inquirenti, sono intestate a donne. Donne sfruttate, donne prigioniere o donne di mala? Anche a questi interrogativi, le forze dell’ordine e la magistratura cercano di dare risposte. Mister X, come detto, non è stato ammazzato nell’auto, ma sistemato nell’Opel dopo l’esecuzione. Un’esecuzione spietata, un’esecuzione eseguita senza tentennamenti. Mister X, infatti, è stato “fulminato” da uno o più caricatori. Pallottole che gli hanno “sfigurato” la faccia, scariche di piombo e di rabbia che gli hanno deformato il petto e la testa. Al momento, nessuno ha reclamato mister X o si è fatto avanti per denunciare la scomparsa di qualcuno che per età, per colore di carnagione o per conformazione fisica gli possa assomigliare. Saranno il dna e gli accertamenti medico legali a dire la verità. A dargli un nome. E, chissà, ad indicare anche movente, mandanti ed esecutori materiali.

    Carmine Calabrese

     

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