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Svolta nel giallo di Cariati. Tre fermi

Progettata, pianificata e messa in atto l'eliminazione del 46enne ucraino

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    Tre “firme” sull’omicidio. Il giallo di Cariati che, ha sconvolto, allarmato, preoccupato e fatto rabbrividire un’intera comunità e tenuto con il fiato sospeso magistratura e inquirenti, è stato risolto. Il finale di questo romanzo criminale di provincia, è stato “scritto” dai carabinieri e dagli esperti dei Ris che, analizzando le tracce ematiche presenti all’interno dell’Opel verde metallizzata, quella che era diventata la “tomba” di Yiri Zinokenko, facendo “parlare” il corpo dello stesso 46enne ucraino e isolando alcuni indizi biologici e e prove organiche, hanno dato un nome ed un volto agli assassini. Nella notte, infatti, al termine di un’intensa attività d’intelligence, il procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla, titolare dell’inchiesta, ha firmato tre decreti di fermo, nei confronti di due donne e un uomo, ritenuti colpevoli dell’omicidio di Zinokenko.

    Secondo gli inquirenti, le donne, entrambe di nazionalità ucraina, e il loro complice, un sogetto lituano, avrebbero progettato, pianificato e messo in atto l’eliminazione del 46enne. Yiuri Zinokenko, pare, (il condizionale è d’obbligo, l’attività di indagine è ancora in corso e potrebbe portare alla luce altre complicità e nuovi sospetti, ndr)sia stato “eliminato” per questioni di natura economica. Il 46enne, sempre secondo gli accertamenti investigativi, svolgeva il ruolo di intermediatore occupazionale, nel “piazzare”, donne e uomini dell’est, in case come badanti, come collaboratrici domestiche o come forza lavoro negli esercizi pubblici del crotonese. Evidentemente, nel “contratto” che Zinokenko aveva stipulato con le due ucraine e con il lituano, c’era qualcosa che non andava.

    E, il patto, è stato “regolarizzato” con la morte del 46enne. Le due donne e il lituano ora, qualora le indagini confermeranno le ipotesi investigative, saranno “badanti” di se stessi, nella ristrettezza di un cella.

     

    Carmine Calabrese

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