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Donatella Visciglia guida il fronte del No

Contraria alla fusione con Corigliano. “Rossano è stata già depredata parecchio. Ora basta”

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    La “pasionaria” del No, la paladina del territorio, la “guerriera” di Rossano, della sua storia e della sua identità. Donatella Visciglia è tutto questo ma, è anche tanto altro. Lei, presidente del Comitato Rossano centro storico, con in tasca una brillante laurea conseguita a Bologna e con in testa tanti progetti, personali e professionali, ha scelto e deciso di tornare a Rossano, nella sua Rossano, per proteggerla, per difenderla, per “salvarla”. Dalle cattive logiche partitiche, dalle pericolose commistioni tra la mala politica e l’affarismo più spregiudicato, dalla morsa delle clientele di convenienza e dalle facili promesse, dall’idea di “spogliarla” della sua storia e della sua identità. Per Donatella Visciglia, Rossano non è solo la sua città. Rossano è come una mamma, è come una confidente, è come una sorella, è come una famiglia, è come un rifugio, è come un luogo magico. Il migliore esistente al mondo. Proprio per questo, lei ha scelto di schierarsi a favore del No e di metterci la faccia. Lei, faccia pulita, sguardo sorridente, grandi occhi comunicativi e spirito combattivo, non vuole arrendersi. Non vuole rinunciare alle sue bataglie, non vuole “cedere” la sua Rossano. La sola idea della fusione con Corigliano, le mette i brividi. Donatella Visciglia, il suo convinto No, lo scrive, lo ripete, lo immortala, lo pubblica e pubblicizza sui suoi post. Lei è un’eroina, tanto virtuale, quanto reale. L’elenco delle sue lotte al fianco di Rossano, con Rossano e per Rossano, sono infinite. Donatella Visciglia di progetti ne ha tanti e di iniziative, pesante, realizzate e da programmare, ne ha ancora di più. Lei, instancabile “protettrice” laica di Rossano, è anche l’immagine della bellezza, della purezza e della libertà. Non vuole che la sua Rossano, continui ad essere “saccheggiata” e “depredata” da affaristi senza scrupoli e da politici senza memoria. La cancellazione del tribunale, la sparizione di tante realtà imprenditoriali, produttive ed occupazioni, sono ferite ancora aperte e sanguinanti. Ferite che, non si cicatrizzano. Ferite che indeboliscono il tessuto midollare di un territorio. Donatella Visciglia, questo territorio vuole salvarlo. Anche da sola. Donatella Visciglia è un’eroina. Una di quelle che salvano il mondo. Non con la forza delle parole, non con gli slogan urlati, non con le manifestazioni di protesta ma, con l’esempio, con la passione e con la voglia di crederci e resistere.

    Carmine Calabrese

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