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Alfredo e Claudia, a Cosenza per ricominciare una seconda vita

Crotone-Roma-Cosenza, racconto di una vita in tre atti

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    Questa è una storia di cadute rovinose, di tentativi di farla finita, di voglia di rialzarsi, di paura di non farcela, di fragilità psicologiche, di distacchi dolorosi, di affetti spezzati e di certezze crollate. Questa è la storia di Alfredo e del suo disturbo ossessivo-compulsivo da relazione, con l’esistenza, con il lavoro, con la famiglia, con i sentimenti e, anche con se stesso. Questa è la storia di un 50enne, Alfredo appunto (il nome è di fantasia, ndr) che, negli ultimi 20 anni, ha visto tutta la sua vita o gran parte di essa, sgretolarsi davanti ai suoi occhi. Alfredo, davanti a quest’”erosione” professionale, personale, interiore ed affettiva, è rimasto immobile. E’ rimasto fermo lì, sul ciglio della sua vita, ad osservarla, impotente, mentre precipitava in un burrone senza fondo. Alfredo, nato a Crotone, dopo aver brillantemente conseguito la licenza liceale classica, è andato a Roma. Nella città eterna, ha studiato Economia e Commercio e si è laureato con il massimo dei voti, proseguendo la sua formazione professionale con due master in economia bancaria e finanziaria assicurativa. La laurea e i due master gli hanno aperto le porte della grande finanza, permettendogli di entrare in banca. Dall’ingresso principale. Aveva appena 26 anni, quando varcò la soglia d’ingresso di un importante istituto di credito nazionale, per prendere possesso di una luminosa stanza al secondo piano, con affacciata sul lungo Tevere. Entrare in banca, per Alfredo è stato come coronare un sogno, come “incassare” un credito dalla vita, come ricevere un premio per i suoi sacrifici, per la sua applicazione, per i suoi studi. Alfredo, entrato in banca, anche per mantenere viva una promessa fatta a suo padre (venuto a mancare proprio a due giorni dalla discussione della sua laurea, ndr), ha trovato un sostegno e un motivatore in suo fratello Attilio, più grande di sei anni, (altro nome di fantasia, ndr) anche lui “strappato” brutalmente ad Alfredo. Una leucemia, fulminante e spietata, se l’è divorato in appena sette mesi, lasciando Alfredo solo, svuotato di certezze e indebolito nella “catena” degli affetti. Alfredo, infragilito nel fisico, nell’umore e nell’anima, ha cercato di compensare il dolore di quell’assenza, gettandosi a capofitto nel lavoro. Riunioni, meeting, convention, ispezioni, trasferte, incarichi, se, da un lato, l’hanno rafforzato professionalmente, dall’altro l’hanno “svuotato” interiormente. Alfredo ha cominciato a “sfidare” il mercato e le sue logiche, a “duellare” con i rischi bancari, a “competere” con le speculazioni, a “sfinire” la clientela, giocando con i loro risparmi e con la gestione dei loro gruzzoli. Alfredo, vittima di un delirio di onnipotenza economica, ha “bruciato” liquidi e titoli, incenerendo, non solo la sua bravura professionale e la sua competenza bancaria ma, anche, la sua carriera. Alfredo, “ricercato” dai correntisti, “mollato” dai suoi colleghi e “bannato” anche di tutti i suoi privilegi, è stato sfrattato dalla sua stanza. Per giorni e giorni, il 50enne ha vagato per Roma, ha dormito per strada, ha vissuto tra i cartoni, ha alloggiato tra gli invisibili. Ha anche “collezionato” diversi tentativi di suicidi. Ha pensato che quel dolore che aveva dentro, quel peso che lo divorava interiormente, quel male che aveva generato, potesse essere “domato” solo spegnendo se stesso. Ogni volta che il 50enne ha trovato il “coraggio” di lanciarsi nel vuoto o di soffocarsi con il cappio della sua “vigliaccheria”, è stato salvato da un angelo che, sotto forma di incontro, occasione, opportunità, gli ha salvato la vita, afferrandolo prima di condannarsi a morte. L’ultima volta, il suo angelo è diventato Claudia, ragazza madre, che, proprio quel giorno, passeggiando per uno stradone di via Merulana, ha evitato che Alfredo compiesse un “pasticciaccio brutto” Claudia, proprio quel giorno aveva scoperto che il ragazzo che amava e che le aveva promesso amore eterno, la tradiva da mesi con un’amica in comune. Claudia, proprio quel giorno, ha scelto di trasformare il suo dolore in altruismo, ha deciso di prendersi cura di Alfredo, salvandogli la vita. Alfredo è vivo, grazie a Claudia e ora vive con Claudia. Entrambi hanno lasciato Roma, disfacendosi del loro passato, dei loro dolori, delle loro angosce, dei loro insuccessi. Alfredo e Claudia sono arrivati a Cosenza. Ed è qui che hanno scelto di vivere, è qui che hanno deciso di ritrovare se stessi, è qui che hanno dato appuntamento alla vita. Per fare di nuovo pace con lei.

    Carmine Calabrese

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