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“Sporcare” il parco è offendere la vita

Continuano, purtroppo, i raid vandalici al Piero Romeo - Riflessione di Carmine Calabrese

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    A piedi nudi nel parco. La scelta di prendere in prestito per l’“attacco” di questo articolo, il titolo di una delle commedie più brillanti della cinematografia mondiale, non è solo voluto per l’effetto che fa. E’ scelto per dare senso ad una riflessione che mi è venuta in testa, passando stamattina dal coloratissimo “Piero Romeo”, uno dei luoghi aggregativi più belli che esistano, dove la diversità si diverte sulla giostra, spingendo la vita sullo scivolo della normalità.

    Passeggiando con Daniela Santelli, “collega” dalla penna sopraffina, abbiamo pensato che, per mettere i piedi nel parco, bisogna avere i piedi delicati e il passo leggero, come quello dei bambini, per non “calpestare” i diritti di coloro, e non solo, per i quali il parco è nato. Il Parco, non è solo un luogo di divertimento, è un posto. Sacro. Sacro, come tutti coloro che ci sono dentro. Sacro, come tutto quello che rappresenta. Sacro, come lo è tutto quello che merita rispetto. E, amore. Perché, facendo diventare articolo un nostro pensiero ad alta voce, io e Daniela, ci siamo resi conto che, essere un disabile, motorio o mentale, poco importa, non è una colpa, men che meno, una scelta.

    Essere un “ignobile” profanatore del mondo dei disabili, lo è. Così come è “blasfemo” considerarli diversi. Ma, poi penso, diversi da chi? Diversi per cosa? Diversi, solo per via di quel cromosoma in più? O diversi perché stanno più di altri con la testa fra le nuvole? No. Queste non sono diversità, sono risorse, sono talenti, sono genialità, sono la forma più alta, più splendida e più bella della purezza. Sono i figli prediletti di Dio. Ecco, perché “sporcare” questa spazio sacro, è peggio di un peccato capitale. Purtroppo, negli ultimi tempi e con una sempre più preoccupante recrudescenza, il Parco “Piero Romeo”, è diventato il bersaglio preferito dei veri “disabili”. I peggiori: i disumani, i prepotenti, i senza coscienza, i senza coraggio. I vandali hanno deciso di dimostrare la loro “forza”, di notte. Come fanno i “vigliacchi”. Quelli che, solo al buio, sanno vivere, credendosi eroi. No, gli eroi, sono altri.

    Gli eroi sono quelle mamme, quei papà, quei nonni, quelle nonne, quei ragazzi, quei bambini, quei volontari e tutti quelli che hanno lavorato e lavorano perché il “Parco”, diventasse realtà. Perchè il parco, resti “vivo”. Gli eroi, sono quelli che scelgono di colorare il parco con i loro sorrisi, scelgono di disegnare murales dove i malvagi hanno lasciato l’impronta della loro stupidità. Gli eroi, sono tutti quelli che continuano a portare le loro vite al parco. Frequentare il parco, viverlo è un atto di generosità, è un regalo che si fa a se stessi, è un omaggio alla vita. E’ un inno al ricordo, di chi non c’è più.

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