Roggiano e Castrovillari, epicentro di rabbia e dolore

Due tragedie evitate. Arrestati i “demoni” della paura


 

Roggiano e Castrovillari, epicentro di rabbia e dolore. Il buio della mente. La crisi economica, il senso di precarietà, con la quale tutti, davvero tutti, sono, siamo, costretti a confrontarci, le fragilità interiori, le incomprensioni, la gelosia, gli scatti di rabbia, quel senso, a volte opprimente, di incompletezza, sta diventando un male oscuro. Devastante e incontrollabile. Cieco e inguaribile. Questo mal di vivere (non può, non deve certo diventare un alibi, ndc), non risparmia nessuno. Proprio nessuno. In una sola giornata, gli episodi eclatanti di questo silenzioso “cancro” che ha fatto metastasi nelle famiglie, intaccando il midollo spinale della serenità, si sono susseguiti con preoccupante recrudescenza. Due, i più inquietanti. Il primo, ha avuto come epicentro Roggiano Gravina. Un 57enne, in preda a chissà quali deliri o posseduto da chissà quali equanti demoni, ha minacciato con un’accetta moglie e figli. Causando quasi una strage. Senza fine. Con solo vittime dentro, con solo “martiri”, salvati dal patibolo, grazie al tempestivo intervento dei carabinieri, alla prontezza di riflessi di un ragazzo di 17 anni, al coraggio di mamma e figlia che hanno urlato. Fino a perdere la voce. Il 57enne, dedito all’alcool, ha scatenato la sua ira, contro i suoi familiari, colpevolizzandoli di chissà quale crimine. Tutto è iniziato alle 22:30. Così, all’improvviso. Il 57enne, è in cucina, urla, sbraita, minaccia. Volano parole grosse, scagli offese sulla moglie e sui figli, come se fossero fendenti morali. La donna, di origine tedesca e i due ragazzi (un 17enne, e una 15enne, ndc) sono terrorizzati. Non sanno cosa dire, cosa fare. Ciome reagire. La tensione cresce, la rabbia del 57enne, esplode all’improvviso, deflagrandogli anima, mente e cuore, come una bomba. L’uomo, prende un coltello, due accette. I suoi occhi sono fuochi. D’odio, di rabbia, di disumanità. La donna e i due ragazzi, scappano in camera e si chiudono. L’uomo, prende a calci la porta, fino quasi a sfondarla. I tre, scappano in un’altra stanza. Ma, anche questa è troppo fragile per contenere l’ira del 57enne. L’unica via di fuga e, di salvezza, l’individuano sul tetto. E’ una fuga pericolosa, è una fuga per la vita. Il 17enne chiama i carabinieri: “correte, correte, mio padre è impazzito. Ha due accette in mano, temiamo per la nostra vita”. L’sos, raccolto dalla centrale operativa del 112, viene smistato subito al Norm. Il comandante Stanislao Porchia e i suoi uomini, intervengono immediatamente. Inizia la trattativa, i militari dell’Arma, fanno di tutto per convincere il 57enne ad arrendersi. Ma, lui, non ne vuole sapere. I militari entrano in casa. Disarmano l’uomo che, pur di sottrarsi alla forza pubblica, inveisce e si scaglia contro gli inquirenti. Scattano le manette. Il 57enne è immobilizzato. Ora è inoffensivo. La donna e i due ragazzi rientrano in casa. La paura è ancora tanta. La serenità non abita più in quel civico. La donna èp i due ragazzi finiscono in Ospedale. Il peggio è passato, la paura ancora no. Da Roggiano, a Castrovillari. Anche è una lite a scatenare l’ira di un operaio. Anche qui, c’è un demone che, s’impossessa di un ragazzo di 28 anni, vecchio “cliente” delle forze dell’ordine. Anche qui, è un litigio ad accendere la scintilla della follia. Il 28enne, al termine dell’ennesimo e acceso screzio con l’anziana nonna, la minaccia, impaurendola e terrorizzandola. La donna urla, non sa come difendersi. E’ talmente sotto shock da non avere nemmeno la forza di chiedere aiuto. Gli occhi del 28enne, s’incendiano ancor di più. L. F., quasi gode nel gode nel vedere la nonna inerme. La rabbia gli fa anche incendiare una stanza dell’appartamento. Il fuoco si divora tutto: mobili, ricordi, fotografie, quadri. Anche la tranquillità di quella donna, diventa cenere. Arrivano i carabinieri. Per il 28enne, scattano le manette. Il capitano Giovanni Caruso ha un fascicolo aperto su di lui. C’è un po’ di tutto. Per lui si aprono le porte del carcere di Castrovillari. I reati sono pesanti per lui: lesioni personali, danneggiamento, minacce, resistenza a pubblico ufficiale. L’anziana donna, soccorso dall’equipe del 118, viene trasportata in ospedale. Ha solo tanta paura. Ha solo bisogno di tranquillità e carezze.

Carmine Calabrese