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Paura in centro: immigrato sfascia una vetrina con calci e deliri

L’episodio si è verificato verso le 17 su corso Fera. Il giovane è stato arrestato

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    Un “demone” in centro. Sono da poco passate le 17, corso Luigi fera è come al solito intasato. Il vociare della gente che, fa la fila tra la posta e i negozi, viene zittito da un urlo. Violento, disumano. Un urlo pieno di rabbia, un urlo che spaventa. Come spaventosi sono i segni dei danni, lasciati dal passaggio del “profanatore” della tranquillità cittadina. Si tratta di un giovane, forse di nazionalità marocchina, forse di provenienza tunisina. Di certo, in fuga. Chissà da chi, chissà da cosa. Il giovane, barcolla, a stento riesce a reggersi in piedi. E’ strafatto. Ha gli occhi deliranti, il viso stravolto ed emana un forte odore di alcol che, sembra “profumo”. Biascica parole, incomprensibili. D’un tratto, si sente un boato. Con un paio di calci ed altrettante ginocchiate, sfonda la spessa vetrina di un negozio, mandandola in frantumi. La sua violenza è inaudita. All’interno del negozio, c’è gente. Ci sono anche bambini. I pianti e i singhiozzi della loro paura, si mischiano con i deliri del “demone” di quartiere che, s’agita, si dimena, si sbraccia. Quasi a voler abbattere chiunque si frapponga tra se e il suo delirio. Anche il proprietario del negozio finisce nel pomeriggio di follia dell’immigrato (dalla provenienza sconosciuta e dal presente complicato e delirante, ndc). Rimedia un cazzotto, assestato con forza. Tanto da fargli sanguinare il naso. Alcuni commercianti e altri cittadini, intervengono e lo bloccano, fino a renderlo inoffensivo. Poi, arriva a sirene spiegate la squadra Volante. Il giovane, viene immobilizzato ed ammanettato. Nel suo delirio, non risparmia nemmeno gli investigatori. Interviene anche una pattuglia del Reparto prevenzione crimine Calabria. Arriva anche l’ambulanza. Non è per lui. E’ per quelle persone che, davanti a quelle scene, hanno avuto paura. Una bambina piange e trema. Una ragazza dai capelli biondi le sorride e la consola. Basta una carezza, per farla calmare.

     

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