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Eccellenze di Calabria, anche l’edizione 2018 è stata un successo

Eccezionale parterre di premiati. Paletta, Santelli, Calabria e la Grippo, incantano la platea 

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    Ori di Calabria. Questa terra, al tempo stesso, bella e maledetta, è una palestra di talenti. Uomini e donne, di ogni età, che, per passione, per cultura, per impegno, per arte, per mestiere ma, anche per vocazione, sono diventati straordinari. Sono diventati esempi. Da imitare. Riferimenti a cui ispirarsi, per cambiare le sorti di questa regione, costretta, troppo spesso, dall’approssimazione, dalla miopia politica ed istituzionale, ad arrancare, a doversi accontentare, sempre, di premi minori e di piazzamenti di cartone. Ma, per fortuna, c’è un’altra Calabria, quella laboriosa, quella entusiasta, quella positiva. Quella che si è radunata nella sala convegni di un hotel rendese, per mostrare le sue “eccellenze”. In tutti i campi. E, anche l’edizione 2018 di Eccellenze di Calabria, giunta alla sua XXIV edizione, è stata un successo. L’evento, organizzato, inventato, promosso da Alessandro Guarascio, patron dell’associazione “Il Convivio”, ha mostrato il volto sorridente della Calabria che produce, che fa notizia.

    Eccellenze di Calabria, partita sotto le note dell’inno di Mameli, (eseguita magistralmente alla fisarmonica dal maestro Piergiuseppe Maggi, anche lui, insignito della patente di Eccellenza, ndc) ha visto sfilare i suoi talentuosi testimonial di prestigio. Musica, cinema, teatro, arte, poesia, medicina, giornalismo, cultura, scienza, sono le categorie che fanno grande la Calabria. Che la fanno sentire ancora importante. La sfilata di testimoni di successo e di meritocrazia, s’è aperta con Guglielmo Guzzo. Medico per vocazione, politico per passione. Anche il politico, precisamente il sindaco, Guzzo, l’ha fatto mantenendo fede al giuramento di Ippocrate, per salvare la sua terra, per guarire la sua comunità. Menzione speciale anche Domenico Pappalettera, giovane organizzatore di eventi che, è uno di quei volti che fanno bene alla calabria che sogna. Così come Emanuele Ruvio, un imprenditore, attivo nel sociale. Nutrita anche la presenza femminile: Francesca Prestia, mette in musica la Calabria e la racconta con la delicatezza della sua voce. Stefania Di Dio, invece, la racconta con la gestualità delle sue mani che diventano quadri, che diventano sculture, che diventano arte. Ma anche Antonella Grippo. Una delle regine della televisione e del giornalismo calabrese. Lei partita, dalla tv commerciale, ora è approdata nei circuiti che contano. L’ha fatto, rimanendo, sempre, se stessa. Un’icona. Con la sua grinta, con la sua verve con la sua genialità. Quella che dimostra anche intonando “Malafemmena” o canticchiando “Pensiero stupendo”. Promosso a pieni voti anche il critico d’arte Gianfranco Labrosciano.

    La sua lectio magistralis sul Caravaggio è un atto di devozione al Caravaggio stesso. Vincenzo Napolillo, ha parlato di fede. “Quella fiamma che brilla ancora”, riferendosi a Gioacchino da Fiore. Fabio Gallo, nonostante gli sgambetti della giustizia, è rimasto una persona semplice. E’ rimasto ancora a quelli stessi valori che l’avevano fatto diventare un personaggio della danza. Lui, ora, accompagnato dalla sua fede, assomiglia molto ad un prete laico, parla di persone, di inclusione, di accoglienza, di prossimità con la stessa eleganza e la stessa trascinante emotività con cui ballava. Il teatro ha invece il volto di Mikael Santelli, attore. L’umorismo e la comicità di Emanuele Gagliardi (anche lui premiato, ndc) hanno fatto divertire i presenti. Un altro intenso momento di teatro è stata la performance degli attori che hanno portato sul palco “Caravaggio – Amor vincit omnia”, diretto da Lia Calabria. Poi, altri riconoscimenti: Francesco Civitelli, Pasquale Pandolfi, don Emanuele (parroco della comunità di San Giuseppe, ndc) e Carmine Calabrese, collega giornalista che si sente un “pescatore” di anime e un collezionista di attimi.

    Poi, di nuovo giornalismo con Saverio Paletta, uno di quelli che ancora danno speranza alla categoria. L’ex cronista di Calabria Ora, ha parlato della sua missione di comunicatore e di picconatore di vecchie logiche e di schemi. Soprattutto editoriali. Quelli che, alle nostre latitudini e longitudini, hanno distrutto il giornalismo, trasformando i quotidiani in ‘pizzini’ di potere.

     

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