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Bevacqua: una follia pensare al commissariamento rifiuti

‘Non condivido affatto questa insensata iniziativa’

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    COSENZA – “Ci vuole davvero una memoria corta per invocare un commissariamento della gestione rifiuti in Calabria. Non condivido affatto questa insensata iniziativa.”. È quanto dichiara il consigliere regionale Bevacqua, rispetto alla richiesta avanzata dai deputati M5s Giuseppe d’Ippolito e Paolo Parentela. “Sono perfettamente d’accordo – prosegue Bevacqua – con le parole del presidente regionale di Legambiente, Franco Falcone, allorché ricorda i danni arrecati alla Calabria dal commissariamento che, oltre ad aver prodotto la deresponsabilizzazione degli enti locali e la non concertazione con i territori delle scelte impiantistiche, ha dilapidato 1 miliardo di euro con risultati prossimi allo zero. L’anno 2014, che precedette l’insediamento dell’attuale consiliatura e del presidente Oliverio, viene ancora ricordato come una vera e propria catastrofe, con montagne di rifiuti accumulati nelle strade e nei quartieri delle nostre città. Di fronte a tale sciagurata situazione, seguendo nella Commissione Ambiente da me presieduta, una costante linea di innovazione, programmazione e salvaguardia del territorio, in piena condivisione con l’assessore Antonella Rizzo, abbiamo predisposto e approvato nel 2016, dopo sedici anni di commissariamento, il Piano Gestione Rifiuti, sorretto da un vero e proprio cambio di prospettiva, capace di mutare i rifiuti in risorsa e concreta possibilità di applicazione di un’economia ecologica e circolare, inserendo anche, finalmente, il Piano Regionale Amianto per la Calabria (PRAC)”. “Siamo passati – continua Bevacqua – dal 12% di raccolta differenziata del 2014 al 40,08% nel 2017 e abbiamo puntato sull’impiantistica innovativa ad impatto zero”. “Di certo – conclude Bevacqua – molto resta da fare, ma chi agita lo spettro di un nuovo commissariamento lo fa, evidentemente, solo per motivi di propaganda elettorale, infischiandosene del danno che verrebbe procurato ai cittadini calabresi dall’abbandono di un percorso giusto e lungimirante”.

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