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Apicella: “Trasformiamo il viaggio a Cosenza in una narrazione”

La consigliera plaude ai risultati del Forum sul turismo

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    “Il Forum del Turismo conclusosi nei giorni scorsi ha rappresentato certamente per l’amministrazione comunale un banco di prova per aprire, in ambito turistico regionale, scenari che fanno guardare a Cosenza come modello esportabile anche altrove”. Lo afferma la consigliera comunale del gruppo “Cosenza Positiva-Fratelli d’Italia”, Annalisa Apicella.

    ESPERIENZA EMOZIONALE E STORYTELLING

    “A parte l’eccezionale location, il Complesso monumentale di San Domenico, particolarmente importante – sottolinea Apicella – il parterre di ospiti presenti, uno su tutti il destination manager Josep Ejarque, e ambiziosa e dichiarata l’idea di trasformare il viaggio a Cosenza ed il viaggio verso la Calabria in una narrazione, in una esperienza emozionale in cui ciascuno possa intravedere il proprio storytelling”.

    TURISMO, CULTURA E NATURA

    Proprio in questi giorni in cui a livello nazionale si discute di regionalismo differenziato – afferma ancora Annalisa Apicella – noi del Sud, noi Calabresi, che apparteniamo ad una regione che ha il PIL più basso d’Italia ed è tra le più povere d’Europa, non possiamo che rivendicare fortemente il rispetto della nostra vocazione naturale. Che non è una vocazione industriale, ma culturale, naturalistica, turistica. Appare più che mai evidente che i saperi della nostra terra, i marcatori identitari distintivi di cui si è parlato nel corso del Forum, costruiscano una rete di relazioni e rapporti per cui il viaggio in Calabria possa finalmente iniziare. Scisso, nettamente separato da quella atavica quanto vecchia necessità che il turismo sia identificabile con la stagione balneare. Che in realtà poco ha da offrire e probabilmente avrà da offrire a chi, ormai, viaggia per assecondare una esigenza intima, una ricerca. Se già non fosse stato chiaro durante tutti i percorsi culturali e le camminate di trekking urbano che ormai in maniera consolidata e sistematica si svolgono a Cosenza, è parsa ancor più evidente la necessità di non ritardare oltre la spinta alla valorizzazione dei beni culturali, autentici attrattori turistico-culturali. Solo così la cultura identitaria può diventare per la nostra terra il vero moltiplicatore di ricchezza”. Ma un limite si è materializzato su tutto: l’assenza di una cabina di regia regionale, di un progetto di ampio respiro che disponga di una idea forte di turismo e marketing territoriale per lo sviluppo del territorio, per creare benessere ed appianare le differenze territoriali e sociali. L’assenza di una mappa progettuale entro la quale muoversi per il riscatto e la rinascita della Calabria. Oggi più che mai dobbiamo essere convinti della necessità di un definitivo cambiamento”.

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