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Solidarietà, a Cosenza arrivano gli “angeli” di strada

Cresce l'emergenza povertà. Il volontariato “guarisce” le anime bisognose

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    COSENZA – Accogliente e solidale. Affettuosa e comprensiva. Come una madre. Questo è il volto che piace e ci piace di più di Cosenza. La città dei Bruzi, per merito anche dell’attiva e fattiva presenza di una vasta rete solidale che, quotidianamente s’impegna e si interessa di curare numerose famiglie, affette da disagi, tanto economici, quanto occupazionali, da incertezze che, abbruttiscono il presente e annebbiano il futuro, è, tra le realtà, non solo del territorio calabrese ma, anche del Meridione, una delle capitali dell’altruismo e della prossimità.

    La fila quotidiana davanti la sede del Csv, così come quella assiepata in silenzio davanti le tante realtà di volontariato sociale, è l’anamnesi di un disagio crescente. Un disagio che, nel corso degli anni, non ha risparmiato nessuno. Non solo i migranti, non solo i profughi, nell’elenco dei nuovi poveri, ci sono anche tanti cosentini. Uomini, donne, anziani, un tempo borghesi che, d’un tratto si sono ritrovati, a fare i conti con una crisi che non avevano messo in preventivo. Alle nostre latitudini e longitudini, è forte l’odore acre della precarietà, è forte l’olezzo della disperazione. Ma, è anche forte il senso della dignità, quella salvaguardia di se stessi che, nonostante carenze, difficoltà e intoppi, permette a questi uomini e a queste donne, di andare avanti, per non perdere il legame, soprattutto, empatico con e fra se stessi e con e per la vita.

    Ecco che, sono tanti i cosentini che si vedono vicino le chiese, vicino i centri di ascolto, vicino tutti quei posti, dove la Misericordia e la Carità, sono non solo parole e vocaboli ma, diventano carezze, pacche sulle spalle, mani che offrono aiuto, braccia che accolgono. L’ultima lodevole iniziative solidale è l’unità di strada. Una ronda, un nucleo di uomini, ragazzi, donne, uniti solo dalla voglia di esserci per chi ha bisogno, uniti solo dalla vocazione di provare a sorridere per far sorridere. L’unità di strada, ogni mercoledì sera, dalle 20, si da appuntamento in strada. Perchè, per molte persone, la strada è diventata una casa, un luogo di rifugio, un posto dove abitare. Gli uomini e le donne dell’unità di strada, portano con se coperte, cibi, beni di prima necessità ma, soprattutto, presenza e sorrisi. Sì, perché anche così si curano i disagi e le anime, anche così ci si prende cura delle persone. Senza farle sentire sole, senza farle sentire inadeguate, senza farle vivere nell’isolamento della diversità.

    Carmine Calabrese

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