Appalti a Cosenza, sequestrata piazza Bilotti: tra gli indagati anche il sindaco Occhiuto

Tredici gli avvisi di garanzia notificati

 

Sequestro piazza Bilotti

Stamattina i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cosenza hanno sequestrato e messo i sigilli a piazza Carlo Bilotti.

Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con il Sostituto Procuratore, dott.ssa Veronica Calcagno, e il coordinamento del Procuratore Aggiunto, dott. Vincenzo Capomolla, e del Procuratore della Repubblica, dott. Nicola Gratteri.

Il vincolo reale sulla Piazza si è reso necessario al fine di scongiurare che, il continuo utilizzo della stessa, per manifestazioni pubbliche, potesse derivarne pericolo per la pubblica incolumità.

Le indagini hanno permesso di delineare le ipotesi di plurimi reati di falso, finalizzati ai finanziamenti per lavori complementari e per il rilascio del certificato di collaudo, di rivelazione di segreto, messa in atto da un pubblico dipendente in relazione ad attività ispettive che dovevano essere avviate sul cantiere, e affidamento e frammentazione di incarichi sotto soglia, in modo da aggirare gli obblighi posti dalla normativa vigente in materia di appalti.

Dalle indagini è emerso che, la cerimonia pubblica di inaugurazione di piazza Bilotti, al termine dei lavori di riqualificazione, avvenuta in data 17 dicembre 2016 con la presenza di migliaia di persone, è stata svolta in mancanza del certificato di collaudo, condizione imprescindibile all’apertura al pubblico della fruibilità della medesima opera pubblica.

Il collaudo dell’opera, formalmente eseguito in data successiva all’evento risulta effettuato sulla scorta di un certificato ritenuto ideologicamente falso, nel quale è stata attestata la corretta esecuzione delle opere a fronte di fessure e crateri riscontrate sulle travi portanti della piazza, non ancora effettivamente riparate a quella data. Tutto questo scaturito dalla necessità di corrispondere alle pressanti richieste dell’amministrazione comunale di Cosenza, legate anche alla volontà di non spostare in altro luogo il concerto di fine anno 2016. Dalla ricostruzione investigativa, risulta, inoltre, il deposito, presso i competenti uffici della Regione Calabria e del Comune di Cosenza, di documentazione attestante prove tecniche su strutture e materiali, nella realtà non ancora effettuate.

Tredici persone indagate fra pubblici amministratori, imprenditori, professionisti e pubblici dirigenti, ci sono il sindaco Mario Occhiuto e Giorgio Barbieri imprenditore calabro-romano a capo dell’impresa che ha realizzato la piazza, l’aviosuperficie di Scalea e la festività di Lorica.