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‘Fate qualcosa per il porto’

Cennamo, capogruppo Pd al Comune, esorta l’Amministrazione a rimediare al degrado della infrastruttura

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    Il capogruppo consiliare del Pd di Cetraro, Ermanno Cennamo, denuncia, con una breve nota e attraverso alcune significative foto, quello che definisce ”l’abbandono e il degrado” in cui versa il porto della città. “Porto di Cetraro: oscurità, abbandono e degrado! – ha, infatti, scritto Cennamo, nella nota – Non posso esimermi dal sottolineare lo stato di abbandono che domina la zona commerciale del porto di Cetraro. Ciò che poteva e doveva essere volano di economia ridotto a un ricettacolo di rifiuti, dove impera incuria e abbandono”. Pertanto, il capogruppo consiliare del Pd cetrarese ha concluso la nota invitando “l’amministrazione comunale a fare qualcosa, ma a farla subito! Così non va!”. Ricordiamo che, attualmente, il porto di Cetraro è costituito da un molo di sopraflutto a due bracci, che si estende per sud-est, lungo circa 450 m; a circa 160 m dalla testata si diparte, invece, il Molo Martello, lungo 160 metri, orientato per nord-est, che, con il molo di sottoflutto di 240 metri, delimita l’imboccatura. Lo specchio acqueo interno è diviso in due dal pontile principale e la riva è banchinata. All’interno, si trova una darsena delimitata dal pontile principale e da due pontili secondari. Da luglio 2009, nella stessa struttura portuale è stata aperta la darsena turistica, con i pontili galleggianti muniti di servizi di acqua ed elettricità. La darsena può ospitare fino a circa 500 posti barca e al suo interno sono presenti servizi igienici e docce. Con queste notevoli caratteristiche, pertanto, la struttura rappresenta, senza dubbio, per la città di Cetraro e il comprensorio, un tassello fondamentale per la crescita e lo sviluppo del settore turistico territoriale. Il porto cetrarese, infatti, oltre a rappresentare un comparto economico di prima grandezza, è una delle principale infrastrutture in grado di attrarre quel turismo di qualità che la cittadina tirrenica e il territorio meritano.

    Clelia Rovale

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