Verbicaro, Spingola vs Silvestri

E, sullo sfondo, la storia più e meno recente del paese

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    “Incipit cholera morbus”, è il titolo di una ricerca storica svolta anni fa da Felice Spingola. In essa si ricostruisce parte del passato di Verbicaro e del carattere ribelle che lo connota. Il colera più di una volta, infatti, fu l’espediente per innescare rivolte sociali importanti, finite anche sulle pagine dei giornali nazionali, oggetto di inchieste e causa della coniazione di un neologismo, “verbicarismo”. Questo aspetto indomito, pronto a battersi per ciò che ritiene un diritto, è rimasto nel popolo verbicarese, che in più occasioni si è distinto per le sue prese di posizione forti nei confronti di istituzioni e autorità.

    Protagonisti degli anni di lotta post sessantottini , ad esempio, sono stati due personaggi che oggi sono agli antipodi, lo stesso Spingola e l’attuale sindaco, Francesco Silvestri. Entrambi giovani studenti universitari impegnati e molto politicizzati sia dentro che fuori il proprio paese. Entrambi hanno portato a Verbicaro quelle esperienze, coinvolgendo altri nei loro progetti politici. Il primo, Felice Spingola, originale sindaco di Lotta continua, poi ha coperto altri mandati da primo cittadino, ha dalla sua una buona fetta di popolazione, circa 800 aficionados che non lo hanno mollato negli anni, irriducibili “spingoliani”. Il secondo, ha coronato alle ultime elezioni comunali il desiderio di diventare sindaco nella sua Verbicaro, dove si è speso con progetti culturali importanti. I due, non proprio fraterni amici, mai nelle stesse liste, con esiti politici differenti, oggi si trovano a farsi la più dura opposizione di sempre, trascinandosi nella querelle i due estremi della cittadinanza.

    Se sei con Felice, non puoi stare con Francesco, e viceversa. E il colpo di scena ce l’ha regalato proprio Felice, che dopo ben 42 anni di impegno politico a Verbicaro, si è dimesso dalla carica di consigliere di opposizione. E lo ha fatto non in maniera indolore, dal momento che nella comunicazione ufficiale annuncia l’intenzione di chiedere un’udienza al Prefetto, affinchè avvii un’ispezione “vista la diffusa gestione illegale, clientelare e personalizzata” dell’Ente da parte dell’attuale maggioranza. Azione ancor più significativa, allorchè è avvenuta mentre l’attuale sindaco era in quel di Taggia, in Liguria, paese con cui Verbicaro è gemellato, a riceverne la cittadinanza onoraria. Le motivazioni di quest’ultimo riconoscimento – tra le altre, “generosità e amore per il bene comune, con cui da anni svolge il suo servizio di amministratore pubblico” – stridono fortemente con le parole di Spingola. Ricordiamo, inoltre, che le sue dimissioni seguono all’estromissione dal consiglio comunale di Giuseppe De Luca, opposizione, e alle polemiche legate alla Banca di Credito Cooperativo e all’isola ecologica; ora, la chiamata in causa del Prefetto, fa prevedere sviluppi e altri possibili movimenti all’interno del consiglio comunale.

    Se, infatti, l’opposizione si dimettesse tutta, potrebbero subentrare per legge i primi tra i non eletti; se anche questi, con un gesto clamoroso, dicessero di no, la maggioranza potrebbe andare avanti da sola, con l’assillo però di garantirsi il numero legale a ogni proposta e voto. Ma si potrebbe palesare anche un altro scenario: spesso la maggioranza si compatta solo per arginare le critiche dell’opposizione, per fare quadrato contro le sue azioni. Qualora la minoranza non ci fosse più, sarebbe capace ancora di rimanere coesa? A quel punto, la comunità di Verbicaro dovrebbe ancora una volta decidere “dove voler andare, come”, – parole di Spingola nel saggio suddetto – noi aggiungiamo “con chi”, senza mosse pretestuose o cacce alle streghe. Il colera docet! Ogni morbo, infatti, ha una sua eziologia. Singola e/o collettiva.

    Tania Paolino

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