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Guardia Piemontese: Rinascita Democratica chiede un consiglio comunale urgente

Tramite il suo capogruppo Gianfranco Capua per parlare delle Terme Luigiane

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    Il gruppo consiliare di Rinascita Democratica, tramite il capogruppo, Gianfranco Capua, chiede la convocazione di un Consiglio comunale urgente, incentrato sulla questione relativa alle Terme Luigiane. “Il gruppo di Rinascita Democratica – si legge, infatti, nella richiesta inoltrata da Gianfranco Capua – preoccupato della situazione che si sta delineando in riferimento alla linea politica intrapresa dall’attuale maggioranza sulla gestione della problematica termale, ha inteso chiedere un consiglio comunale urgente e aperto al contributo della cittadinanza. È da più di un anno (dall’accordo raggiunto con la Regione Calabria, i sindacati e la società Sateca) che questa maggioranza non ha inteso informare né il consiglio, né la cittadinanza del proprio operato, in spregio a qualsivoglia norma sulla trasparenza amministrativa. È da più di un anno che questa minoranza ha cercato in tutti i modi di porsi in maniera costruttiva rispetto alle decisioni assunte dall’amministrazione comunale, ahinoi senza nessun risultato soddisfacente”. La preoccupazione della minoranza consiliare di Guardua Piemontese, in particolare, così come spiegato dallo stesso capogruppo Gianfranco Capua, è determinata dal fatto che “Ad ottobre scade il termine entro il quale le amministrazioni di Guardia e Acquappesa dovranno presentare tutta la documentazione propedeutica all’acquisizione della concessione delle acque (oltre ad un business plain), di cui, ad oggi, non si ha traccia. L’escamotage usato per superare l’ostacolo progetto di sviluppo, attraverso l’indizione di una manifestazione d’interesse a cui hanno partecipato due aziende, per il momento è viziato da contrasti che verranno risolti solo giudiziariamente dal Tribunale amministrativo della Calabria”. “Nel frattempo – ha, pertanto, concluso Capua – il mese di ottobre è alle porte e diventa estremamente urgente trovare le giuste soluzioni all’interno della sede istituzionale preposta: il consiglio comunale”.

    Clelia Rovale

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