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Laino Borgo, centrale Enel ancora al centro del dibattito

Avviata una raccolta fondi dal forum che la osteggia

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    Il Forum Stefano Gioia delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani per la tutela della Legalità e del Territorio sta promuovendo una raccolta fondi, che servirà a produrre materiale divulgativo sulla centrale del Mercure. necessario a continuare l’opera di informazione e a dare maggiore visibilità nazionale ad una protesta civile ma onerosa. Il Forum riunisce tutti i gruppi, le associazioni, i comitati di cittadini, i lavoratori, gli operatori del Parco del Pollino e non solo, che dicono NO alla centrale Enel a biomasse, perchè è nociva alla salute dell’ambiente e di chi vi vive. I posti di lavoro sbandierati in realtà si sono dimostrati negli anni un grosso flop, che oramai non dovrebbe ingannare più nessuno. Secondo quanto dichiarato dallo stesso colosso energetico, infatti, nel 2016 ha guadagnato 49 milioni di euro, di cui 10 milioni sono i proventi della produzione energetica, mentre il resto, 39 milioni di euro, deriva totalmente da incentivi pubblici. “Un ferro vecchio arrugginito”, così lo definisce il Forum, un impianto ormai cinquantenne, spenta dal 1997. Ma nel 2000 Enel avanzò l’intenzione di acquisire l’autorizzazione ad avere tutti i Certificati Verdi, necessaria a una sua riconversione e riapertura. A niente è valso il fatto che l’opera si trovi nel cuore del Parco del Pollino, il più grande polmone d’Italia, in prossimità del fiume Mercure – Lao, conosciuto in tutto il mondo per la sua bellezza, per essere una risorsa importante per il suo habitat e perchè è possibile praticarvi ogni mese dell’anno il rafting e altri sport acquatici. Proprio in questa zona, il D.P.R. 12 marzo 2003 stabilisce che è possibile intervenire “solo per esigenze connesse alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica, o per esigenze di primaria importanza per l’ambiente, oppure, previo parere della Commissione Europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico”. La Centrale a biomasse risponde, quindi, ad altre esigenze. Ecco perhè, oltre alla carenza di indagini sanitarie, questo ha spinto tra l’altro l’International Society of Doctors for Environment (ISDE Internazionale) e il Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Potenza a chiedere, con iniziative indipendenti, una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) da effettuarsi sulla popolazione locale, prima di esprimersi nuovamente in merito alla questione. Nel frattempo, il Forum continua e organizza la sua battaglia. Se rimarrà unito, se le popolazioni locali e, soprattutto, le istituzioni lo affiancheranno, sarà da capire nei prossimi tempi chi è l’elefante e chi il topolino.

    Tania Paolino

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