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‘Grani antichi’, una ricerca e anche una visione

Il giornalista Gabriele Bindi ne ha parlato ieri a Scalea in un evento organizzato dal Biodistretto Baticos

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    Cosa spinge un laureato in filosofia, con una tesi su “Holderlin e il pensiero ecologista”, a occuparsi di grani antichi? Vi abbiamo dato un indizio: l’amore e il rispetto per la natura. Gabriele Bindi, giornalista di “Terra Nuova”, da anni si occupa, infatti, di ecologia e buone pratiche, collaborando con enti pubblici e privati. Ha raccontato la sua esperienza, presentando il suo libro “Grani antichi, una rivoluzione dal campo alla tavola, per la salute, l’ambiente e una nuova agricoltura”, presso il complesso La Bruca di Scalea, nel corso di un evento organizzato dal Biodistretto Baticos. Il suo lavoro è frutto di una ricerca fatta nella varie regioni italiane, a contatto con agricoltori, contadini, panificatori e tanti giovani che stanno ritornando alla terra. Coraggio ed entusiasmo, tratti distintivi di quanti, sempre più numerosi, compiono scelte controtendenza, abbandonando spesso lavori remunerativi, per intraprendere quello di contadino, secondo tecniche e metodi del passato. Un ritorno che significa anche salvaguardia e salvezza. Il grano antico, quindi, diventa testimonianza di abitudini, incontri, scambi, circoscrive la storia di un luogo e di chi lo ha abitato. Il suo recupero è il recupero di vicende e contaminazioni secolari. Ieri si è parlato di questo ma anche di contemporaneità. Mascia Marini, ideatrice del Baticos, ha posto l’accento, infatti, sugli ingenti danni provocati dai roghi degli ultimi giorni, ettari di grano andati letteralmente in fumo, e con essi il sacrificio dei contadini e il guadagno di un anno. C’è bisogno di un controllo maggiore del territorio, di un vero e proprio presidio, di amore verso di esso, per salvarlo dall’incuria, dallo sfruttamento incontrollato, dagli attacchi piromani orchestrati ad arte, perché non si tratta più di mani isolate, oramai è chiaro, ma di un vero e proprio piano criminale. Francesco Fazio ha poi portato la sua esperienza di oncologo, soffermandosi anche sulla variegata simbologia legata al pane. Infine, Gabriele Bindi ha parlato della sua esperienza e della ricerca culminata nel libro, che si intersecano con le economie locali, la scienza medica, la politica, le scelte individuali e collettive di quanti propendono per uno stile di vita sobrio, condiviso, piuttosto che alienato dal consumismo. Dietro i grani antichi, allora, si intravede anche la possibilità di una svolta, la visione di un cambiamento necessario, in cui si ritrovino persone e saperi, non più solo produttori e merci.

    Tania Paolino

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