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Inizia venerdì la XIV Festa del Cioccolato, con un occhio all’etichetta

La manifestazione che si svolgerà su corso Mazzini, si conluderà domenica

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    Cosenza, Astolfo Perrongelli

    Taglio del nastro per la XIV edizione della Festa del Cioccolato venerdì mentre l’evento terminerà domenica verso mezzanotte. Una manifestazione cresciuta nel corso degli anni e che attira sempre di più, gli amanti del cioccolato. L’iniziativa, voluta dall’assessore alle attività produttive, Loredana Pastore, è uno degli eventi più apprezzati dai cittadini e soprattutto dai bambini. Ma a parte il cioccolato, l’evento offrirà ai partecipanti di poter ammirare le bellezze del Museo all’aperto che da corso Mazzini arriva fino a piazza Bilotti. Ma tornando al cioccolato, in molti si soffermano sulla qualità e su come viene preparato il prodotto. Basta che sulla etichetta ci sia scritto puro. Ma sono diversi gli accorgimenti da adottare per farsi una scorpacciata del dolce. Infatti va ricordato che oggi in Europa il cioccolato si può fare anche con stearina, burro di karitè, burro di cocum, nocciolo di mango o olio di palma. Basta che non superino il limite massimo del 5%. L’etichetta però deve indicarli obbligatoriamente, con la dicitura “contiene altri grassi vegetali” oltre al burro di cacao. Usare simili surrogati del burro di cacao diminuisce forse i costi di produzione, ma penalizza la qualità nutrizionale (gli acidi grassi saturi contenuti in queste sostanze sono causa di ipercolesterolemia). E danneggia i paesi africani che esportano cacao e burro di cacao da sempre. Inoltre, in questi “grassi vegetali” potrebbero nascondere ingredienti OGM. D’altro canto, chi produce cioccolato solo, rigorosamente con autentico burro di cacao, può farlo risaltare, in etichetta, indicando sulla confezione: “cioccolato puro”. Molte grandi case produttrici hanno dichiarato, già al momento dell’entrata in vigore delle nuove norme nel 2003, che avrebbero continuato a puntare sul rispetto della tradizione, sul sapore, sulla genuinità, usando solo genuino burro di cacao. Si può aggiungere che se fra gli ingredienti c’è l’emulsionante “lecitina”, vuol dire che è stato usato per disciogliere meglio i solidi, per risparmiare sul burro di cacao che costa di più.

    Oltre alla scritta “cioccolato puro”, ecco cosa significano le altre diciture più comuni. Cioccolato extra o fine: sostanza secca totale di cacao minimo 43%, di cui non meno del 26% di burro di cacao. Cioccolato fondente: sostanza secca totale di cacao minimo 35% (se ne trovano in commercio con molto di più, dal 70% al 99%. La percentuale di cacao è proporzionale alla qualità). Cioccolato alle nocciole gianduia: sostanza secca di cacao minimo 32% e nocciole sgusciate tra il 20% e il 40%. Cioccolato al latte: sostanza secca totale di cacao minimo 25%; sostanza secca totale del latte minimo 14%; grassi totali (burro di cacao e grassi del latte) minimo 25%. Cioccolato al latte alle nocciole gianduia: sostanza secca del latte minimo 10% e nocciole sgusciate tra il 15% e il 40%. Cioccolato bianco: burro di cacao minimo 20%; sostanza secca totale del latte minimo 14%. Biologico: gli ingredienti (cacao, burro di cacao, zucchero, eventualmente latte, nocciole) provengono da agricoltura biologica, cioè senza concimi e diserbanti chimici, nel pieno rispetto delle piante, dei frutti, dell’ambiente, della Terra. Equo e solidale: Il cacao viene prodotto da consorzi di produttori, con garanzie sociali, di reddito, di qualità della vita e rispetto dei lavoratori e delle tradizioni locali. Spesso, il cioccolato equo e solidale è anche biologico. 

     

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